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mercoledì 4 marzo 2009

Ci tengono in ostaggio


Era da un pò che non scrivevo sulla pagina principale del Forum. Perchè tutto tace, anche se il mondo va a mille all'ora. Se c'è un motivo dietro queste parole,è il caloroso benvenuto rivolto a Gaetano Bruno, che occuperà un suo spazio nel forum del gruppo. Gaetano, diamantese, alla ricerca di un suo posto, con tenacia,sacrificio,e soprattutto a testa alta. Questo è il primo articolo che ricevo,mi è piaciuto tanto, descrive bene una realtà, che non è solo quella diamantese, ma che può esser estesa all'Italia intera. O quasi.

Ci tengono in ostaggio

Per chi vive il legame con la propria terra, le proprie radici, la propria famiglia come uno dei valori più importanti della vita, vivere in Calabria, dove questi valori sono più forti che in altri posti, specie nei piccoli paesi, è una condanna. E' inutile negarlo. Siamo ostaggi dei nostri affetti dai quali non riusciamo ad allontanarci per mille motivi e questo è una grande debolezza. Allo stesso tempo questa consapevolezza è una forza per chi governa i paesi, le provincie e la regione. Il cuore è da sempre che la gente ce lo mette ma la musica non cambia. O ti affilii ed entri a far parte della schiera dei furbi oppure sei fuori. Quello che sei non conta. Conta quanto sei fedele, servizievole, paziente, tanto prima o poi qualcuno l'osso te lo lancia. Chi cerca di far vedere il futuro come lo scrigno delle possibilità si è già fatto i suoi conti, è già arrivato a detenere la sua fetta di potere da capitalizzare gestendo con maestria gli spazi suoi e di chi gli sta intorno. Concedendo quel tanto che basta per ottenere sempre e comunque un ritorno. E' un compromesso continuo dove pesa la quantità di ciò che puoi portare non la qualità. Chi dice che vuole cambiare è già entrato nel processo, nel sistema. Statene lontani e state certi che non cambierà un bel niente. Farà solo in modo di creare un orticello quanto più possibile ampio dove gettare i suoi semi sperando che attecchiscano pronto a estirpare senza problemi le piante che non portano frutti. Non resta che scegliere: affiliarsi, sperando di schierarsi con la squadra vincente, e mettere in scena ogni giorno una commedia stiracchiando sorrisi di facciata, oppure fare le valigie per posti dove la realtà non è troppo diversa ma almeno non è a due centimetri dal tuo naso.
Da Gaetano Bruno, 3 marzo 2009.

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