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domenica 12 aprile 2009

Gli Attacconi


Pier Paolo Pasolini, artista a tutto tondo di un'Italia che non c'è più, oggi avrebbe tanto di quel materiale da pescare nei meandri delle province italiane da girare film a bizzeffe. E a proposito di provincia, con l'imminenza della competizione elettorale che vedrà impegnati tanti e tanti cosidetti politici della nostra area dell'alto tirreno cosentino, il genio di Pasolini avrebbe certamente raccontato la storia degli Attacconi. Gruppi di giovani armati di volantini e manifesti da distribuire per le case e da spalmare sulle mura delle città per pubblicizzare le solite facce. I summit per decidere le strategie di "attacconaggio", gli incontri dei vari gruppi che si contendono gli spazi e perchè no, come già successo, le baruffe perchè uno ha coperto il manifesto dell'altro. Amici di vecchia data per una manciata di euro che arrivano alle mani mentre i signori della politica, che magari fanno della battaglia al precariato e al lavoro nero uno dei punti di forza dei comizi elettorali, se ne stanno a cena discutendo delle strategie e dividendosi i pacchetti di voti per non far torto all'amico del paese vicino che è sempre meglio tenersi buono. E mentre i giovani attacconi, a notte fonda, si sfidano a colpi di colla e ramazza, i veri accattoni (e non si tratta di refuso), si nutrono del bisogno che essi stessi, dopo aver ricevuto i vari mandati elettorali, evitano di risolvere. Il lieto fine sarebbe lo sciopero degli attacconi ma troppa è la paura che "tanto trovano un altro al posto mio, perchè rinunciare a questa manciata di euro" ed allora il finale, di chiara matrice neorealista, non può che essere il comizio di ringraziamento dell'eletto con il codazzo di attacconi e accattoni vari ad osannarlo e seguirlo sperando che dalla tavola imbandita a festa caschi qualche briciola.

Dal Mondo di Gaetano

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