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sabato 27 giugno 2009

L'accademia contro i falsi piccanti indiani. Codacons e attività agricole al fianco di Monaco per chiedere l'igp


Diffidare dalle imitazioni. Questo lo slogan che Enzo Monaco, presidente dell’accademia nazionale del peperoncino, ha lanciato per salvaguardare l’identità del diavolillo.
Da anni l’accademia, che ha sede a Diamante, lavora per diffondere la cultura piccante nel mondo. E come spesso accade, il successo diventa oggetto di emulazione. Così è stato anche per sua maestà il peperoncino.
Se un tempo, non si contavano le imitazioni della Gioconda oggi i falsi sono piccanti. Già nel 2003, lo scandalo “Sudan rosso uno” aveva fatto registrare sul mercato la vendita di peperoncini indiani colorati con sostanze cancerogene.

“Il peperoncino calabrese – spiega Monaco - soffre la concorrenza di quello indiano che però non ha gli stessi sapori e gli stessi odori di quello essiccato al sole. Spesso il peperoncino indiano viene trattato con sostanze chimiche che lo rendono pericoloso per la salute dei consumatori”

Di fronte ai rischi di plagio e a quelli derivanti dall’arrivo sulle nostre tavole di prodotti pericolosi per la salute dei consumatori, l’Accademia ha avviato una serie di iniziative di sensibilizzazione nei confronti degli enti competenti. Proprio nei giorni scorsi il presidente ha investito del problema il Codacons e il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, chiedendo un marchio europeo: l’Indicazione geografica protetta.

“La proposta è già al vaglio del parlamento europeo, ma quello che mi lascia perplesso è l’atteggiamento del ministero della salute che ha alzato di dieci volte la soglia tollerata di ethion e fosalone che sono due pesticidi”

Dietro questo vero e proprio giallo piccante ci sarebbero gli interessi delle multinazionali che acquistano il peperoncino indiano a poco meno di cinque euro al chilo ricavandone guadagni stratosferici.
Il marchio IGP, dunque, sarebbe una garanzia sulla qualità del prodotto e sulla salute dei consumatori e segnerebbe la linea di confine tra il vero peperoncino e le imitazioni.

L’impegno della sempre più folta schiera di sudditi, per mantenere saldo sul trono sua maestà il peperoncino, è garantito. Gli usurpatori sono avvisati.

Dal mondo di Gaetano

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