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mercoledì 24 giugno 2009

Un porto per Diamante, il sindaco Magorno annuncia il rilascio dell’area per l’inizio dei lavori


Un sogno, una promessa, una chimera. Il porto di Diamante rappresenta da ormai trent’anni il tema sempre caldo dell’agenda politica. Il 2009 dovrebbe essere l’anno decisivo per l’inizio dei lavori. La ditta Ati Icad Diamante Blu srl, dopo aver vinto la gara d’appalto nel 1999, ha ottenuto il parere positivo dal nucleo di valutazione di impatto ambientale richiesto in seguito ai vari ricorsi opposti dagli ambientalisti. Intoppi burocratici e conflitti di competenze hanno, finora, impedito l’inizio delle opere. L’area versa ancora in stato di abbandono, mentre i turisti sono alle porte.

A darsi battaglia sui fronti opposti, il gruppo schieratosi in difesa dell’ambiente e il comitato pro porto, guidato da Enzo Monaco, che vede nella realizzazione dello scalo il decisivo volano per lo sviluppo dell’economia della cittadina altotirrenica.

Il fronte del sì, però, è spaccato da un’accesa polemica sulla rivendicazione della paternità dell’opera. Due i contendenti: l’ex sindaco della città dei Murales, Ernesto Caselli, e l’attuale primo cittadino, Ernesto Magorno.

Caselli vanta di aver dato il via al progetto, e oggi accusa la giunta dei ritardi per l’inizio dei lavori.

“C’è una situazione di stallo da dieci anni sul porto”, da quando l’amministrazione comunale sotto la sua guida bandì la gara. “La concessione emessa dalla capitaneria di porto nei confronti dei privati che hanno da sempre gestito lo specchio d’acqua – dice Caselli – è illegittima. La competenza spetta al comune che deve revocare al più presto tale concessione e cedere l’area alla ditta affinché inizi i lavori e non si debba iniziare a novembre”.

Si perché il ciclo riproduttivo sessuato della Posidonia che fiorisce tra settembre e ottobre e matura nel mese di marzo impedisce qualsiasi intervento dal 31 luglio al 31 ottobre.

Magorno, che potrebbe essere ricordato come il sindaco che ha realizzato il sogno dei suoi concittadini, smentisce il suo predecessore. “In due messi abbiamo fatto ciò che altri non sono riusciti a fare in dieci anni”.
Dallo sciopero della fame per sensibilizzare la regione fino agli incontri con la ditta e con gli enti per sbloccare l’iter per la realizzazione del porto.
“Ci siamo accertati che la ditta rispettasse gli obblighi imposti dal nucleo di valutazione impatto ambientale – ha detto Magorno - e abbiamo fatto di tutto perché i lavori possano iniziare al più presto. Entro venerdì cederemo l’area alla Ati Icad Diamante blu srl e i lavori avranno inizio".

Dopo l’inaugurazione del porto di Amantea e l’imminente varo per quello di Cetraro, anche per l’approdo di Diamante dovrebbero, dunque, finalmente iniziare i lavori. Con buona pace degli ambientalisti da sempre in lotta con la portualità diffusa.

Dal mondo di Gaetano

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