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domenica 21 marzo 2010

Cercavo discontinuità e non l'ho trovata... Ecco perchè voto Callipo


Ieri sera a Piazza del Plebiscito ho ascoltato Vincenzo De Luca, candidato governatore per il centrosinistra in Campania. Eravamo almeno in 70000 ma più che il dato numerico mi ha colpito la passione e l'entusiasmo dei tanti militanti che le macerie morali e politiche dell'era bassoliniana avevano relegato al silenzio e all'indignazione. Il centrosinistra in Campania ha avuto coraggio, la "discontinuità" è stata premiata. De Luca non gioca contro Caldoro, Berlusconi e la Carfagna ma contro il malgoverno di chi l'ha preceduto. De Luca però se la gioca, senza risparmiare "randellate" dialettiche allo stesso centrosinistra che ha governato la Campania negli ultimi dieci anni. Parla di turismo, di energie alternative, di "buttare fuori" la politica dagli ospedali. Ha tanti difetti ma ha dalla sua il lavoro eccezionale svolto a Salerno, la "barcellonizzazione" della città e la sua vivibilità. Ha anche qualche difetto ma utilizza un linguaggio in grado di valicare i classici schieramenti ed i smuovere coscienze e passioni tanto a destra quanto a sinistra. Ed in Calabria? In Calabria non si parla di turismo da anni ormai, di energie alternative c'è traccia solo nei faldoni che riempiono le stanze di qualche palazzo di giustizia e la sanità è diventata un partito. In Calabria si è deciso di non decidere, al diavolo il rinnovamento e non è questione di continuità ma di deroghe e di autoconservazione della specie. La puzza, la fetida immoralità dei rifiuti campani ha obbligato Bassolino al passo indietro. L'olezzo politico del Consiglio Regionale più indagato d'Europa e della morte economica e civile di un'intera regione non hanno prodotto nessun effetto sul centrosinistra calabrese, nessuno scossone. Si fa quadrato e non si fa analisi politica, si cerca sempre e comunque di mostrare i muscoli perchè ci si è dimenticati di avere una testa, si deve vincere e non importa se poi non si potrà governare. Il centrosinistra in Calabria non se la gioca, non muove passioni, non suscita entusiasmi, è una scatola ormai vuota. Perderà il centrosinistra in Calabria e se anche dovesse vincere a trionfare non sarebbe la gente ma vecchie incrostazioni e consolidati trasversalismi. Quelle stesse incrostazioni, quegli stessi trasversalismi che potrebbero garantire la vittoria a Scopelliti. In Calabria il disastro non ha colore politico ma il muro della decenza l'ha buttato giù il loierismo. La sinistra stenta ed ansima faticosamente "voti utili", improbabili(da qual pulpito...) crociate giustizialiste e interrogazioni di geografia regionale di cui nessuno sente il bisogno. Di grazia, abbiamo altri problemi. C'è bisogno di programmi e di uomini su cui farli camminare non di propaganda. Sono stato per cinque mesi segretario del circolo PD nella mia città, mi sono dimesso perchè il loierismo è uguale a tutti i livelli purtroppo. Ho guardato con interesse ad Alleanza Per l'Italia ma non credo sia stata una scelta giusta quella di correre in coalizione con il PD e nella coalizione di Loiero se si va via dal PD perchè ci si sente oppressi dalla cappa del loierismo e dei suoi metodi. Ci sarà tempo per ricostruire e soprattutto disegnare nuove e più incisive formule di aggregazione. Cercavo discontinuità ma non l'ho trovata. E' ora di dare un segnale, di mettere da parte discipline di partito in cui nessuno di noi crede più, di raccogliere voti contando però le opinioni e da queste ultime ripartire nel nostro piccolo valorizzando noi stessi e dimenticando i colori politici. Non mi interessa vincere, è roba per ragionieri d'apparato. Mi interessa partecipare alla composizione di un nuovo schema. Con la gente, con la mia terra, per le riforme. Cercavo discontinuità e non l'ho trovata. Non mi resta che rompere la continuità. Voto Callipo.

Di Antonio Cauteruccio

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