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lunedì 10 maggio 2010

Di che turismo parliamo?


Turismo croce e delizia dell’alto tirreno cosentino. Se le potenzialità naturalistiche, storiche e attrattive del comprensorio sono indiscutibili, altrettanto difficile da smentire è la mancanza storica di una visione e di un’azione industriale del settore nell’intero ambito territoriale votato prevalentemente ad una visione municipalistica. La cooperativa Mondo Cultura con il convegno di domenica alla presenza di rappresentanti dei comuni della riviera dei cedri oltre che del presidente della comunità montana alto tirreno appennino paolano Riccardo Benvenuto e dell’assessore provinciale al turismo Pietro Lecce, ha gettato un nuovo sasso nello stagno per superare il campanilismo turistico ma, come ha ricordato il sindaco di Tortora Pasquale Lamboglia, non si tratta del primo tentativo. Giace, infatti, all’assessorato regionale alla cultura un progetto del 2000 sul museo diffuso, così come già più volte si è avanzata l’idea di un cartellone unico degli eventi estivi nella riviera dei cedri senza però riuscire mai a costruirlo. Migliorare la qualità dei servizi e studiare e mettere in campo eventi di nicchia a carattere culturale, gastronomico orientati a particolari target di turisti è certamente un buon punto di partenza. Lo testimonia su tutti il festival del peperoncino che quest’anno festeggia i suoi 18 anni. Eppure il comparto turistico è costretto a fare i conti con problemi atavici. La speculazione edilizia degli anni ’80 con l’acquisto di seconde case ha favorito la cultura della villeggiatura e non della vacanza. La proliferazione di abitazioni ha portato con se, poi, altri problemi: la difficoltà di monitorare i flussi e di studiare le tipologie di turista per determinare il “cosa” offrire, tra le altre. In più persistono le carenze infrastrutturali. Tra l’A3 eterna incompiuta, la inadeguatezze strade provinciali, la mancanza di un approdo aereo, e la portualità poco diffusa il rinnovamento dei flussi turistici nel breve periodo diventa praticamente impossibile. Di fronte a questi problemi, nonostante le tante specificità dei singoli comuni e le molteplici iniziative messe in campo, sembra dunque sempre più larga la forbice tra i reali risultati ottenuti dall’industria turistica e le potenzialità che finiscono per scontrarsi con le farraginose politiche di gestione del territorio ai vari livelli. Basta ricordare quanto accaduto lo scorso anno con il problema diffuso della depurazione che potrebbe aver scoraggiato anche gli storici villeggianti del territorio tirrenico.

Di Gaetano Bruno

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