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mercoledì 23 giugno 2010

Le dieci domande, E qualche risposta.


Quando due mesi fa abbiamo pubblicamente ed emblematicamente posto le ormai note "dieci domande" sul porto all'amministrazione comunale di Diamante avevamo già ben chiari i nostri obiettivi. Volevamo discutere, stimolare osservazioni, generare curiosità ed interesse per poi organizzare, come ci accingiamo a fare, un incontro pubblico sul tratto di lungomare antistante l'area portuale per ampliare e fare della nostra fervida discussione l'occasione per introdurre un nuovo, storicamente escluso, punto di vista attorno alla questione. Noi crediamo infatti che il porto sia ormai(fortunatamente) una realtà, è inutile e controproducente sprecare tempo ed energie in logoranti quanto ripetitivi "muro contro muro" tra chi vuole o non vuole che il porto stesso si realizzi. I lavori sono iniziati, è ora di guardare al porto come ad un'irripetibile opportunità, come ad ad uno splendido inizio, come ad un fantastico varco attraverso cui far breccia in una modernità ormai stanca di aspettarci, come ad un fortissimo stimolo da cui partire per occuparci finalmente delle nostre potenzialità turistiche e capire che la sfida politica vera non è nel porto ma attorno al porto e si chiama Diamante. Ci piace ribadire che il porto sarà utile a Diamante soltanto se Diamante saprà essere utile al porto, se tutti raggiungeremo la consapevolezza che il porto può si darci visibilità, prestigio ed un nuovo e qualitativamente elevato target di turista ma che dovremo essere poi noi, dovrà essere Diamante a far rimanere e soprattutto a far ritornare quel turista ed il florido indotto economico e culturale che ne deriva. "Il porto siamo noi e non possiamo più aspettare..." perchè un grande investimento economico e logistico sul nostro approdo turistico è sicuramente un volano per la nostra economia ma dovrà poi essere Diamante a "volare" con il porto e per il porto valorizzando i murales ed il centro storico, valorizzando il Parco Corvino, valorizzando l'anfiteatro e la zona archeologica di Cirella, valorizzando il nostro splendido clima, il nostro mare, il nostro sole, le nostre spiagge che con le vicine ed "incombenti" colline costituiscono gli elementi caratterizzanti di un territorio tanto morfologicamente aspro quanto paesaggisticamente unico.
Siamo partiti evidenziando, con le nostre domande, la preoccupante e dannosa a nostro modo di vedere assenza "politica" (la burocrazia è troppo spesso caratterizzata da atti dovuti più che da concrete e partecipate prese di posizione) dell'amministrazione comunale di Diamante sull'argomento-porto ma ci preme precisare che il nostro obiettivo oggi non è quello di prendere posizione o di indire un referendum politico-elettorale pro o contro questa o quell'istituzione. Vogliamo discutere del nostro futuro, del futuro della nostra collettività con un tono costruttivo, fattivo e rispettoso puntanto però chiaramente su contenuti forti, rigorosi, innovativi e non più prorogabili se soltanto ci guardiamo attorno e cogliamo la forsennata ed "organizzata" velocità con cui il mondo( spesso molto vicino se pensiamo al Cilento o alla penisola salentina) si rende competitivo, proponendosi in tutto e per tutto spendibile nel villaggio globale del turismo, proponendo offerte per tutte le stagioni e tutti i segmenti di mercato, dando la possibilità agli operatori turistici, commerciali ed economici di lavorare intensamente per 7-8 mesi l'anno e creando un solido indotto produttivo ed occupazionale che duri 12 mesi l'anno.

Per tutto questo stiamo organizzando un incontro-dibattito pubblico in data Venerdì 2 Luglio 2010 a Diamante sul lungomare Fabiani nel tratto antistante l'area portuale, per parlarne con tutti voi, PER IL PORTO, PER DIAMANTE.


Di Antonio Cauteruccio.

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