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venerdì 19 novembre 2010

Il porto sarà utile a Diamante soltanto se Diamante saprà essere utile al porto

Quando sette mesi fa abbiamo proposto le, ormai note, “dieci domande all’amministrazione comunale sul porto” il nostro obiettivo era quello di non permettere che un evento epocale ed ormai irrinunciabile per la nostra città come la realizzazione dell’approdo turistico passasse inosservato o peggio, come sta accadendo, sotto silenzio e dunque in balìa di tatticismi e voci di paese che disinformano e “allontanano” i cittadini dall’opera pubblica stessa. Il porto è il più grande investimento economico e logistico che si sia mai fatto a ridosso del centro storico(è questa la peculiare forza dell’investimento medesimo, è in mare ma è abbracciato dal lungomare e dal centro storico) ma, come scrivemmo ad Aprile, decollerà e ci permetterà di decollare soltanto se percepito come uno splendido punto di partenza e non come una conquista fine a se stessa. Il porto sarà utile a Diamante soltanto se Diamante saprà essere utile al porto, non ci stancheremo mai di dirlo. Decollare significa “riempire” l’opportunità del porto di confronto e risorse progettuali che non devono rimanere confinati all’interno del cantiere dividendo inutilmente la popolazione in favorevoli e contrari ma piuttosto uscire ed invadere costruttivamente ogni dibattito pubblico ed ogni pubblica assise in cui di discuta produttivamente di Diamante e del suo futuro. La terza delle nostre dieci domande chiede(già da qualche mese dunque), in particolare, se a tal fine non fosse opportuno istituire un tavolo di concertazione ufficiale(con incontri pubblici a scadenza fissa) presieduto dal consigliere comunale con delega al porto e dall’assessore al turismo coinvolgendo il privato che realizza e gestirà la struttura, i cittadini e gli operatori economici locali. Ci permettiamo di citare l’esempio dell’amministrazione comunale di Tortora che quasi contemporaneamente al nostro incontro pubblico del 30 Ottobre scorso intraprendeva per la prima volta la strada della Programmazione Turistica Tortorese(PTT è il nome dell’iniziativa), istituendo dunque una sorta di tavolo di concertazione permanente con cittadini, forze politiche, forze associative ed operatori economici. Si potrebbe chiedere per esempio all’Assessore al turismo Franco Maiolino(quasi a mò di undicesima domanda) perché Tortora lo fa e noi, che oltre a possedere una solida vocazione turistica stiamo facendo un grosso e strategico investimento infrastrutturale sul nostro turismo, non lo facciamo. Riteniamo, inoltre, importante fare informazione sull’infrastruttura stessa perché molti cittadini pensano che il costruendo porto sarà “per sempre” privato.  La formula di realizzazione del nostro porto è un classico esempio di "project financing", c'è un privato che si fa carico di gran parte dei costi e che poi, una volta completata l'opera, recupera legittimamente l'investimento e altrettanto legittimamente realizza degli utili gestendo, per un tot di anni, i servizi connessi all'infrastruttura stessa. La funzione della politica e delle istituzioni dovrebbe essere, in questa fase, quella di innescare attorno all'opera una produttiva e costruttiva discussione per informare e soprattutto coinvolgere i cittadini nell'iter realizzativo stimolando critiche, suggerimenti ed osservazioni che servono spesso a sentire "propria" l'opera pubblica ed a lottare per il suo veloce completamento. Le prescrizioni relative al ciclo di riproduzione della Posidonia bloccheranno i lavori per molti mesi però a questo punto le mareggiate che, abbattendosi periodicamente sulle nostre coste, smuoveranno ciò che rimane della massicciata danneggeranno (spostando massi e pietre) le praterie di Posidonia stesse. L’inizio dei lavori compromette irrimediabilmente per almeno un paio d’anni l’ecosistema in cui si svolgeva il ciclo di riproduzione e inoltre se non si completa la protezione costituita dal molo di sopraflutto è praticamente impossibile impedire la diffusione del sedimento che potrebbe danneggiare le praterie(siamo sicuri che siano poi così vicine all’area del porto?).  Allora che senso ha bloccare i lavori? Perché non si dà al privato la possibilità di completare e rinforzare il braccio esterno? Si fa un gran parlare in questi giorni di Posidonia, di organizzazione del lavoro, di tempi di realizzazione e materiale utilizzato. Tutte legittime e pertinenti osservazioni. Perché di tutte queste cose non se ne discute però pubblicamente? Non è nostro obiettivo ergerci ad  Avvocati difensori della ditta esecutrice e sappiamo peraltro che sul blocco dei lavori relativo al ciclo di riproduzione della Posidonia non è competente il Comune, però sappiamo anche che compito di un'amministrazione comunale non è soltanto quello di produrre atti burocratici ma anche e soprattutto azioni politiche. E' necessario combattere tutti insieme ma nessuno(istituzioni in primis) può permettersi di essere "assente”, la nostra proposta è ormai chiara e mira alla convocazione di tutta una serie di consigli comunali aperti tesi ad informare e coinvolgere anche chi finora(spesso giustamente) riteneva inutile e superfluo informarsi o partecipare. E’ necessario raggiungere la consapevolezza che fare e rischiare per il proprio paese è sempre meglio che non fare e non rischiare, è sempre meglio che criticare chi  ha fatto e si è impegnato partendo magari anche da un punto di vista diverso dal nostro. Il porto prima di essere un’essenziale opera pubblica è l'occasione per dimostrare che tutti insieme ce la possiamo fare, che se evitiamo di dividerci sulle questioni marginali e ci compattiamo sui contenuti… Si può fare.
Il comitato per le dieci domande all’amministrazione comunale di Diamante sul porto

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Vorreste mettere in discussione un vincolo dato dalla Commissione di valutazione Ambientale ? l'area del porto si trova a confine con l'area SIC e quindi quando il VIA ha dato la concessione non ha potuto fare a meno che dare precisi vincoli alla protezione della Posidonia che dovreste sapere è una pianta vitale per l'ecosistema marino ed è protetta da leggi di natura MONDIALE. La prateria di Posidonia Oceanica protegge le nostre coste e se ricconi vogliono divertirsi con Yacth e motoscafi inquinanti devono pur tenere presente di queste leggi che nessuno può derogare, almeno fino ad oggi. Come abbiamo sin dall'inizio detto, e continuiamo a ripetere, quel porto in quell' area resta illegale ed illeggittimo date tutte le leggi di protezione esistenti, e le autorizzazioni sono state ottenute in modo molto dubbio, tanto che il ricorso al capo dello Stato da noi fatto, è stato accettato ed è in attesa di essere discusso presso il Consiglio di Stato ( è stato da pochi giorni depositato un nostro sollecito). Quindi il Comune , o chi per esso, ma il privato dott. Santoro lo ha già fatto, cosa dovrebbe richiedere ? di togliere il vincolo di difesa della Posidonia ? Il privato si renderà conto quanto prima che quel progetto è irrealizzabile e lascerà o si adeguerà alle leggi ed ai vincoli, salvo che non abbia manie berlusconiane che le leggi le può cambiare a proprio piacimento e fini ! Ma noi vigiliamo sempre !
il porto non è assolutamente utile nè a Diamante nè ai diamantesi, è solo un illusione, le strade da percorrere sono altre !

Francesco Cirillo del movimento ambientalista del tirreno

DiamantesiNelMondo ha detto...

Il porto è utile se visto come punto di partenza attorno al quale sviluppare un turismo di qualità, basato su programmazione, servizi ed infrastrutture ed il porto è uno di queste. Poi se la posidonia venga rispettata nel suo ciclo produttivo da massi che crollano ho qualche dubbio. Bisogna parlare alla gente, renderla partecipe e non alimentare critiche che non portano da nessuna parte se non a danneggiare il proprio paese per prima e la posidonia di riflesso.

Pat ha detto...

Il "turismo di qualità" era quello di chi, ormai troppi anni fa, veniva anche da lontano fino a Diamante per godere di una natura incontaminata, di un mare cristallino, di gente semplice e ospitale e di una cucina eccezionale... rispettando e apprezzando tutto questo.
Mi pare che già la politica "palazzinara" dei mini-appartamenti costruiti (se non ricordo male) verso gli anni 80 non si sia poi rivelata così conveniente nel risollevare l'economia dei diamantesi e, anzi, ne ha peggiorato la situazione riempiendo le spiagge e le strade come a Rimini... senza riempire però le casse dei negozianti!
Invece di investire in un porto sarebbe stato meglio occuparsi dello stato di salute del mare, oggi cosa rara e molto ricercata dai villeggianti!
Patrizia Cavallotti, Milano

DiamantesiNelMondo ha detto...

L'obiettivo è un altro. Informare ed aprire alla gente. Estendere i confini di discussione se mai ce ne sono stati. Coinvolgere. Avvicinare. Anche noi vogliamo il bello...ed il bello non sarà un porto costruito su quella che era la nostra scogliera, ma non lo sarà neanche l'ennesima opera incompiuta di questo insano paese.

Anonimo ha detto...

Prima di ogni ragionamento di natura presunta economica bisogna farne uno di natura legale. La legalità in quell'area non è stata rispettata. E' inutile che ci riempiamo la bocca di Vassallo morto proprio perchè voleva rispettare a tutti i costi la legalità nel suo territorio. Se vassallo fosse stato sindaco di Diamante non avrebbe mai fatto partire i lavori del porto !

Francesco Cirillo

Anonimo ha detto...

Scusate, altrove si è detto ke da anni (Francesco suggeriva dal 1987...) insiste un'ordinanza di demolizione del molo esistente in quanto sarebbe abusivo, allora mi kiedo, come mai vi appellate solo oggi alla legalità, com'è quando conviene si devono rispettare le leggi e quando non conviene no.
Le prescrizioni del VIA faranno rallentare i lavori, ma non possono impedirli, vorrà dire ke salvo cambi di strategia ci vorranno 6 mesi in più, poco male, l'importante è essere pronti per l'estate...

DiamantesiNelMondo ha detto...

@Francesco: se il sindaco di Diamante non e' dello stesso spessore del compianto Vassallo ed i lavori sono iniziati non puoi farne una colpa a noi, altrimenti non ci avrebbe snobbato quando abbiamo proposto l'incontro con le dieci domande. Il problema porto viene sentito come tale e dunque evitato da tutti i personaggi coinvolti.
Come detto e ripetuto piu' volte, a noi interessa fare informazione sull’infrastruttura stessa.

Anonimo ha detto...

Io personalemente ho fatto diverse denunce alla Procura di Paola sul molo abusivo quando questo era gestito da un privato. Se andate sul sito www.sciroccorosso.org nella pagina Addio scogliera c'è una mia denuncia contro l'arrivo di un pontone per fare lavori abusivi. Il pontone dopo che io andai alla Capitaneria di Porto di Diamante dovette allontanarsi. La sera subii un attentato alla mia auto, la mattina feci regolare denuncia ai CC di Diamante. Il riferimento a Vassallo lo avete fatto voi nel vostro convegno non il sindaco di Diamante !
Francesco Cirillo

DiamantesiNelMondo ha detto...

Francesco, non capisco dove vuoi andare a parare, sinceramente.
Nel nostro incontro organizzato sul lungomare noi abbiamo invitato tutte le istituzioni, tutti sono venuti, tranne tu e tutta la maggioranza nessuno escluso.
Noi continuiamo a chiedere che dei problemi se ne parli, magari alla popolazione, trovando una soluzione e senza alimentare sterili polemiche e chiacchiere da lungomare.

Anonimo ha detto...

io non sono venuto semplicemente perchè non c'ero sia al primo incontro che al secondo. poi vi dico sinceramente che non mi va di venire a rompervi le uova nel paniere quando si organizza un qualcosa che ha del costruttivo secondo le vostre logiche. la maggioranza al secondo incontro ho visto che era ben presente !