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mercoledì 26 gennaio 2011

A Diamante c'è voglia di città...solo del traffico però!

Stamattina c'era da impazzire. In piazza una vigilessa fissa che multa pure i copertoni delle macchine, su via/piazza/ibrido Mancini spostano all'improvviso i paletti a tre metri dal muro imponendo un divieto di sosta che non sta nè in cielo nè in terra e non poggia su nessun piano di riassetto della viabilità e poi su via Bendetto Croce (davanti al palazzo Asl) si rimane imbottigliati dieci minuti tra i camion della standa e le doppie file selvagge. Che vergogna!!!!! Non se ne può più, è invivibile ed ingestibile tutto questo!!!

Testimonianza di un diamantese del suo giorno di ordinaria follia...

L'interrogativo posto dal nostro amico è quanto mai condivisibile... Come immaginare di risolvere il sistema di mobilità ed urbanistica di un paese lavorando soltanto per parti? Se spostiamo due paletti qua (in virtù di non si sa quale miglioramento prodotto) e togliamo un parcheggio la senza che si sia provveduto ad una riorganizzazione del sistema viario e delle aree di sosta è inevitabile che l'intera struttura entri in crisi... E' fisiologico... Facendo un parallelo in medicina (cosi che anche i dottori possano comprendere e non solo gli addetti ai lavori), è come se un organismo fosse privato di una sua parte. Non possiamo pretendere che funzioni allo stesso modo. La continua mancanza di una visione di insieme e di un approccio sistemico alle dinamiche di un paese è la causa di tutto questo. Sono cose pianificabili, si studiano e non si improvvisano.
E' solo la deficienza professionale e di competenze di chi amministra un paese la causa di questo male. Ritornate a studiare o affiancatevi di tecnici validi o se il vostro ego è troppo forte per tutto ciò... Cambiate mestiere!

(F.M).

Eppure si  potrebbe pensare a delle soluzioni. Si potrebbe pensare di  mettere un bus che ogni ora fa Diamante-Cirella, gratis agli over 65 ed agli under 18 utilizzando le risorse che si hanno a disposizione. Qui dove abito (Inghilterra) funziona cosi. Il comune poi, alla fine dell'anno, manda un opuscolo ad ogni cittadino con un resoconto "scritto" di ciò che viene fatto all'interno della comunità con i soldi presi dalla council tax (una tassa mensile per i residenti). Senza parlare dei differenti corsi che vengono programmati per soddisfare i bisogni della comunità stessa (dal corso preparto, al corso di lingua per introdurre  i "nuovi arrivati", al corso di chitarra a quello di ricamo...tutti gratis).
Ci vuole educazione per il cittadino, ci vuole educazione, programmazione, preparazione ed umiltà da parte di chi amministra la vita del cittadino stesso cercando di renderla più semplice e magari più vivace in un paese morto per 11 mesi all'anno.


(P.P)

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