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sabato 15 gennaio 2011

POLITICHE SOCIALI. LA NOSTRA PROPOSTA, IL NOSTRO PUNTO DI VISTA.

Diamante invoca turismo,lavoro e diritti non graduatorie né buoni spesa.

Interveniamo sulla questione dei cosiddetti “pacchi” dono natalizi perché ci è sembrato quantomeno inopportuno -da parte dell’amministrazione comunale- indire una sorta di “competizione” tra cittadini per l’assegnazione di semplici buoni spesa da 70 Euro. Ci è sembrata assolutamente inopportuna l’indizione di due diversi bandi- pubblicati rispettivamente in data 09/12/2010  il primo e in data 22/12/2010 il secondo- come ci è sembrato fuori luogo il fatto che nel primo bando non si fosse fissata alcuna soglia massima di reddito(si parlava genericamente di “disagio”) per individuare i potenziali assegnatari mentre nel secondo si sia poi fissata una soglia massima- sempre a mezzo attestato ISEE riferito al reddito 2009- di 6.000 Euro creando- se è vero che la forma è sostanza- due diversi criteri di selezione dei partecipanti. Pensiamo questo per almeno tre motivi. In primo luogo perché la povertà non è un concorso né una condizione sociale ed economica a cui dedicare attenzione e risorse soltanto durante le festività natalizie. In secondo luogo perché il Comune di Diamante è dotato di un Ufficio Servizi Sociali che dispone di un preciso elenco di persone e famiglie disagiate ed a cui chi si trova in condizioni di disagio può- in ogni caso- chiedere per tempo di essere iscritto presentando la documentazione necessaria. In terzo luogo perché riteniamo che il modo migliore per occuparsi di politiche sociali e soggetti disagiati nel nostro paese non risieda certo nella decisione di “polverizzare” le risorse economiche disponibili spezzettandole in tanti “piccoli” buoni spesa ma nella necessità improrogabile di utilizzare quelle stesse risorse per sviluppare progetti e idee - magari di grande prospettiva - in grado di lenire il disagio economico e sociale di quei medesimi soggetti creando diritti, ricchezza e posti di lavoro più che graduatorie e buoni spesa. Diamante potrebbe essere una “macchina da soldi” -per tutti- ed uno splendido generatore di qualità della vita se solo valorizzassimo a dovere il centro storico, i murales, i tre lungomari, i ruderi e l’isola di Cirella, il parco del Corvino e tutte le ricchezze di cui la nostra storia ed il buon Dio ci hanno dotato. Diamante continuerà ad essere luogo di disoccupazione, di stenti e di disagi da “tamponare” con inutili buoni spesa se tutto questo non avverrà. Sarebbe dunque bastato- e qui sappiamo di incassare il consenso di parte dell’amministrazione stessa e sicuramente dell’ottimo Assessore al Bilancio Michele Trifilio che ha espresso il nostro stesso pensiero in Consiglio Comunale- aiutare, concentrando le risorse, i soggetti iscritti nell’elenco depositato presso l’Ufficio Servizi Sociali del Comune evitando magari di pubblicarne i nominativi - come invece è avvenuto in seguito al bando con i nomi degli assegnatari- poiché “unire” una città ed amministrare con equilibrio e senso di responsabilità significa anche e soprattutto evitare che si inneschino pericolose “guerre tra poveri”.

Gruppo di discussione “Per una Diamante migliore”

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