La pubblicita' aiuta Diamantesinelmondo.

venerdì 4 marzo 2011

Elettromagnetismo e antenne. Il nostro punto di vista.

Alcuni mesi fa si istituì una commissione consiliare sull’elettromagnetismo che – ad oggi – non ha prodotto nessuna decisione. Lo scorso 28 Febbraio invece al termine del Consiglio Comunale sul tema dell’elettromagnetismo è stato approvato(con il solo voto contrario del consigliere di minoranza Pascale) un regolamento comunale che si propone di indirizzare il corretto insediamento urbanistico territoriale e l’esercizio degli impianti di telefonia mobile, di telecomunicazioni radiotelevisive e degli elettrodotti per minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Consideriamo il regolamento approvato sicuramente un ottimo e legittimo impulso politico ad una discussione – quella sulle antenne -  che tarda a decollare e soprattutto a produrre provvedimenti risolutivi. Chiediamo all’amministrazione che il regolamento venga - a questo punto - attuato al fine di rendere concrete le importanti prescrizioni che contiene(centraline di monitoraggio, schede tecniche, catasto degli impianti). Quel regolamento però potrebbe essere impugnato in qualsiasi momento dai gestori telefonici ,viste le contraddizioni che la materia vive dal punto di vista legislativo in Italia. Quel regolamento infatti, a nostro parere, non costituisce lo strumento giuridico risolutivo che la popolazione e la memoria di chi non c’è più chiedono a gran voce. Quel regolamento purtroppo non può occuparsi dei vecchi impianti come l’antenna di via Europa e della loro necessaria dismissione. Quel regolamento non basta. La nostra posizione è nota, riteniamo che la strada da percorrere  sia ora quella del Piano Strutturale Comunale, dell’istituzione di un Laboratorio di Partecipazione che dia la possibilità a Comitati e cittadini di fare proposte e muovere osservazioni in merito e della redazione di un Piano di Localizzazione degli impianti radio elettrici(la consulenza che deve servire a redigerlo è costata 6000 Euro. Perché non sfruttarla?) da approvarsi non senza aver stipulato prima un preciso protocollo d’intesa con l’ARPACAL(per l’installazione di centraline di monitoraggio)  e con i gestori stessi chiedendo la dismissione dei vecchi impianti(più dannosi) e concordando la localizzazione dei nuovi in modo da garantirne una complessiva ed uniforme distribuzione sul territorio comunale  ed un minore impatto su singole zone e singoli cittadini(da tutelare con un costante monitoraggio sull’intensità dei campi elettromagnetici). Siamo chiaramente disposti a confrontarci con tutti su queste nostre posizioni ed a metterle in discussione se necessario per contribuire alla risoluzione del problema. L’unica strada percorribile è quella dell’accordo con i gestori e non certo quella dello scontro(noi siamo un piccolo paesino di 5000 abitanti e loro dei colossi mondiali delle telecomunicazioni) se è vero che da vent’anni via Piane protesta ma l’antenna è rimasta lì e certo non si muoverà grazie al regolamento approvato. Tutti sappiamo che la tutela della salute è competenza dello stato centrale, tutti sappiamo che in Calabria manca inoltre una legge regionale in materia di elettromagnetismo, tutti sappiamo che la legge Gasparri ha liberalizzato di fatto il settore per cui l’unico strumento concreto è quello urbanistico. La risoluzione del problema passa innanzitutto attraverso una buona e chiara informazione sul problema stesso senza creare false aspettative ed illusioni nella cittadinanza. Abbiamo molto da fare se davvero vogliamo tutelare la nostra salute, non è tempo di annunci o di improbabili ordinanze, è tempo di fare politica per davvero, nell’interesse di tutti.

Movimento Culturale “Per una Diamante migliore”

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ancora via piane...ma dove cavolo abitate solo al mare?guardate piu su piu su , si ancora piu su alzate la testa e contate contate........non solo le antenne anche quelli che non ci sono piu'.........

DiamantesiNelMondo ha detto...

mandaci una lettera, solleviamo i problemi e discutiamone.