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domenica 13 marzo 2011

La lettera della domenica - di Antonio Cauteruccio

Quando ho letto della nascita di tuo figlio su Facebook ho pensato di stravolgere il significato della mia lettera domenicale, ho pensato che fosse necessario disegnare e descrivere altri scenari , ho pensato di modellare le mie parole per dare loro la forma della tua felicità, della felicità di Alessandra, della felicità di chi vi sta vicino, della nostra felicità per il lieto evento. Ho pensato tutto questo mentre mi assaliva (o probabilmente perché mi assaliva) l’irrefrenabile, impetuosa e gioiosamente sfrontata voglia di combattere per qualcosa di giusto che mi assale ogni volta che una nuova vita vede la luce di questo mondo. E’ ormai quasi un anno che – passando per le dieci domande – ci impegniamo tutti insieme a colpi di link, note, incontri pubblici, volantini, locandine, progetti (memorabile il gioiello di strategia partorito - rimaniamo in tema  - dal nostro Milano), mal digerite incursioni … e proposte ufficiali, senza grandi mezzi ma con sconfinata passione, sfidando notevoli distanze ed enormi ostacoli culturali. Tu ed Alessandra ci avete regalato un altro splendido motivo per non mollare, per continuare a costruire tutto quello che con grande perseveranza stiamo costruendo, per continuare ad immaginare un’Italia diversa, una Calabria diversa, una Diamante finalmente in grado di valorizzare se stessa e le sue potenzialità, una Diamante finalmente in grado di tenersi stretti i suoi figli, le sue braccia, le sue intelligenze. Tuo figlio un giorno potrebbe chiedersi le stesse cose che oggi ci chiediamo noi, tuo figlio un giorno potrebbe chiederci conto di tutta la bellezza che la natura ha inutilmente concentrato su Diamante, tuo figlio un giorno potrebbe chiederci perché quella bellezza non è servita e non serve a colorare di serenità e soddisfazione il volto triste che hanno invece le madri ed i padri della nostra terra quando guardano i loro figli partire alla ricerca di una vita dignitosa ma tristemente lontana. Queste ipotetiche domande, da sole, valgono la nostra battaglia. Tuo figlio ne vale almeno mille, per tutta la vita. Auguroni. Un abbraccio forte

Antonio Cauteruccio

1 commento:

Anonimo ha detto...

Parole profonde e giuste di una persona che ha capito le priorità della vita.
Bravo Antonio, bravo Piero ma soprattutto bravissima Alessandra e auguroni Domenico junior. Un abbraccio
Ubaldo