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lunedì 7 marzo 2011

Lettera ad un emigrante medico - Dedicata a K.

K. è una ragazza molto giovane. Fu ricoverata  a lungo qualche anno fa e ricevette un pacemaker - defibrillatore a causa di una grave malattia del cuore. Oggi ricevo questa mail tramite Facebook e la pubblico qui per vari motivi. Perchè innanzitutto fa piacere ricevere testimonianze come queste e ringrazio di cuore K.
La pubblico però anche perchè era da tanto che volevo scrivere un pensiero sulle condizioni cui versa la Sanità, almeno dalle nostre parti. Viviamo in una Regione in cui si fanno concorsi pubblici per servizi  assistenziali che "stanno per partire"...e se  li vinci  aspetti  probabilmente a vita la chiamata (sto ancora aspettando infatti da 2 anni e mezzo ed il "servizio" non è partito comunque, a danno dei pazienti naturalmente). Una Regione dove poi, se  hai la fortuna di esser assunto, capita che magari lavori... e non ti pagano. Per mesi.  A scapito dei pazienti naturalmente ma anche e soprattutto di contesti familiari dove i salti mortali  sono all'ordine del giorno per poter arrivare a fine mese. 
Ci vorrebbe una rivolta, si leggono invece sporadici comunicati che suonano per lo più di propaganda elettorale.
Dispiace che la nostra Regione e l'Italia in generale stiano perdendo sempre più ragazzi dopo averli adeguatamente formati a cause di blocchi di assunzioni, a causa di un non adeguato sostegno alla ricerca, a causa di salari inadeguati. A causa di pregressi e continui sprechi. A causa di parole e promesse fatte e mai mantenute. A causa di una inadeguatezza della classe politica e dirigente capace di pensare solo a se stessa.

Pierpaolo Pellicori

Segue la lettera di K.

Okay ce l'hai fatta ti rispondo con gli occhi pieni di lacrimoni e il fazzoletto in mano, non ho versato una lacrima davanti a nessuno per oltre un mese con tremila aghi conficcati di quà e di là e mi scappa ora davanti ad un monitor. E questa me la paghi :-). Comunque il fatto è, che quando io sono stata ricoverata tutto quel tempo e sarà pure brutto a dirlo, mentre a casa avevo tutta la famiglia con parenti e controparenti in pena per me, io sono stata benissimo, proprio perchè c'eravate voi, ragazzi si, ma con una umanità, una complicità ed una simpatia unici. E anche se non sembra io avvertivo di essere per voi come una specie di mascotte, una sorellina da sostenere e proteggere e forse proprio per questo sono uscita da quel brutto periodo più forte di prima. Sai parlando dalla mia posizione di paziente, quando stai tutto il giorno nello stesso luogo, su un letto (anche se ogni tanto all'insaputa della caposala, ma con la complicità dei medici staccando il macchinario riesci a fare due passi ihihih) una parola, una battuta , ti aiutano davvero tanto e la giornata ti scorre che è una meraviglia e comunque vedi che vale la pena andare avanti coltivando sempre più la voglia di vivere!
Ad occhi chiusi, almeno per quanto riguarda te, so che sarai un ottimo papà, così come hai dimostrato in più di qualche occasione di essere un ottimo medico, e mi permetto di dire, anche se giovane sei un esempio per una miriade di cialtroni che farebbero meglio ad indossare il camice bianco solo per vendere gelati anche se da molti anni svolgono questo tipo di professione! Ora non so se stai lavorando o facendo ulteriori specialistiche lì in Inghilterra, però mi raccomando apprendi tante tante cose e non fare in modo che per l'ennesima volta, "l'estero" ci freghi uno dei migliori dottori in circolazione...Perchè ti voglio pure come mio prossimo cardiologo... :-) Grazie di tutto cuore e anche se non te l'ho mai detto forse per vergogna o forse per insicurezza ti voglio tanto tanto bene. 

K.M.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Piero meriti tutto il sentimento che le parole di questa tua paziente amica piccola complice ti dedica.
Quest'esperienza insieme nel movimento per una diamante migliore, io la leggo come un nostro grido disperato a volte impotente ma non rassegnato, di persone che amano la propria terra ma, per scelta, emigrano e lottando contro la solitudine e la lontananza, stringono i denti godendo di apprezzamenti come quelli che arrivano da lettere come queste che, non ti nescondo, mi ha strappato qualche lacrima.
Pierpà anch'io ti voglio come mio cardiologo!
Un abbraccio affettuoso.
Ubaldo

Anonimo ha detto...

L'espressione della voglia di vivere è interpretata da questa ragazza! E pensare che tanti la vita non la apprezzano a sufficienza...come si dice,chi ha i denti non ha il pane e viceversa! Bravo,dottore,la prima regola per essere un buon medico è il sorriso e l'umiltà e a quanto pare a te queste doti non mancano!
In bocca al lupo!