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sabato 2 aprile 2011

Siamo contro il nucleare ma siamo anche contro le strumentalizzazioni

Si parla tanto di nucleare, si invocano i rischi (derivanti soprattutto dall’instabilità sismica del nostro territorio nazionale o regionale) che l’installazione di centrali nucleari produrrebbe in materia di salute pubblica. Spesso però in Italia problematiche di questo tipo diventano un banale e sterile pretesto di scontro tra opposte fazioni in perenne campagna elettorale stroncando sul nascere ogni costruttiva discussione in merito all’argomento. Ci  scontriamo e ci dividiamo senza produrre nulla mentre la dinamica Germania fissa degli obiettivi più concreti come quello di coprire entro il 2020 il 50 % del proprio fabbisogno energetico con le rinnovabili e di arrivare addirittura al 100 % entro il 2050. L’Italia è stata nel 2010 il secondo paese al mondo(dopo la Germania e prima di Giappone e Stati Uniti) per potenza fotovoltaica installata ma al momento soltanto il 17 % del fabbisogno energetico nazionale è coperto da energia prodotta da fonti rinnovabili. L’Italia e gli italiani hanno finanziato con le loro bollette per circa vent’anni e per una cifra vicina ai 40 Miliardi di Euro le cosiddette “energie assimilate” che, per esempio, presupponevano che produrre energia dagli scarti di raffinazione del petrolio fosse una pratica “sostenibile” e dunque da assimilare alle rinnovabili. Abbiamo finanziato con le nostre bollette la dismissione delle vecchie centrali nucleari dopo il referendum dell’86. E’ arrivato ora il momento di varare una politica energetica concreta ed a lungo termine che tocchi tutti i livelli di governo e che parta dal basso, dai comuni, da casa nostra. Ci fa ben sperare in tal senso la decisione del Governo di modificare il decreto sulle rinnovabili puntando alla costruzione di una e vera e propria “filiera” delle energie rinnovabili che non ne fermi dunque la diffusione “democratica” e produca quindi un un rafforzamento degli incentivi per la diffusione di impianti domestici, condominiali fino a 20kW e degli impianti riservati al comparto delle piccole e medie imprese fino a 50 kW. Abbiamo seguito i lavori del Consiglio Provinciale che Lunedì scorso ha approvato la proposta del gruppo consiliare dei Verdi di dichiarare il territorio provinciale contrario alla produzione di energia nucleare. Tutto lecito, tutto giusto ma non basta anzi purtroppo non conta visto che sarà lo stato centrale(o il referendum) a decidere. Pensiamo sia doveroso, anche da parte della Provincia, stimolare ed esortare i Sindaci alla redazione ed all’attuazione di uno strumento che, dalle nostre parti, sembra non essere mai arrivato. Stiamo parlando  del Piano Energetico Comunale   e se è vero che la legge 10 del 1991 lo rende obbligatorio soltanto per i comuni con più di 50.000 abitanti è altrettanto vero che ora siamo tutti chiamati a fare di più. Si potrebbe per esempio partire a Diamante(dove  il metano tarda ad arrivare provocando un grave danno economico ai diamantesi che avrebbe potuto dimezzare i costi del gas) da un “censimento energetico” degli edifici comunali(per estenderlo man mano a tutti gli edifici) per definirne i consumi e predisporre gli interventi da attuare, si potrebbe arrivare ad inserire nel redigendo Piano strutturale Comunale delle specifiche "Linee guida per l'Energia"( che vadano a rafforzare la funzione delle già vigenti certificazioni energetiche imposte per legge alle nuove costruzioni), contenenti raccomandazioni progettuali  ed incentivi all'uso efficiente dell'energia e alla valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili. Ci dispiace ricordare che già in occasione di un incontro pubblico il 30 Ottobre scorso proponemmo all’amministrazione di sostituire le lampade ad incandescenza della pubblica illuminazione con delle lampade a LED che assicurerebbero un risparmio sulla bolletta di circa il 60 % abbattendo di circa il 50 % i costi di manutenzione. Proponemmo di realizzare barriere frangiflutti in grado di finanziarsi da sole producendo energia dal moto ondoso, proponemmo inoltre di sfruttare gli incentivi del Conto Energia per favorire, con uno specifico progetto già attuato in altri comuni, la diffusione del fotovoltaico anche tra chi non se lo può permettere dando così una mano alle famiglie diamantesi in tempi di crisi economica. Attendiamo ancora una risposta.

Movimento Culturale “Per una Diamante migliore”

1 commento:

duzitoga ha detto...
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