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venerdì 6 maggio 2011

Porto. Tacere non serve a nessuno.


Il nostro Movimento Culturale è nato e si è sviluppato correndo sull’entusiasmo e l’interesse che - ormai più di un anno fa - suscitarono le famose “10 domande all’amministrazione comunale di Diamante sul porto”. Dicevamo nella nota di presentazione dei nostri quesiti che il porto rappresentava e rappresenta una grande opportunità, un’infrastruttura essenziale per il nostro turismo, uno splendido punto di partenza, il tanto agognato pretesto per sederci finalmente attorno ad un tavolo e programmare un’offerta turistica che finalmente si sarebbe avvalsa di uno straordinario valore aggiunto. Dicevamo che “il porto sarà utile a Diamante soltanto se Diamante saprà essere utile al porto”, dicevamo che il porto doveva e poteva essere l’occasione per inaugurare un nuovo modo di concepire e valorizzare un’opera pubblica. Introducemmo un punto di vista unico e “rivoluzionario” sull’argomento-porto affermando con forza e convinzione che, iniziati i lavori, il porto era da considerarsi una inconfutabile realtà e non sarebbe stato utile continuare a dividersi sterilmente tra favorevoli e contrari alla realizzazione dell’opera ma bisognava adoperarsi per trasformare le nostre inespresse potenzialità turistiche in un solido ed organizzato sistema produttivo in grado di valorizzare il grande investimento che si stava realizzando traendone nel contempo nuova e preziosa linfa. Abbiamo scritto, organizzato pubblici incontri, diramato periodici bollettini in cui ci sforzavamo di proporre e, per certi versi, imporre un punto di vista finalmente costruttivo e realistico sulla questione. Chiedevamo e proponevamo all’amministrazione comunale di innescare attorno al porto una fruttuosa e democratica discussione che spaziasse dalla destinazione d’uso dei locali comunali presenti nell’area del porto  fino all’esposizione di un plastico dell’opera nell’atrio della casa comunale stessa. Nessuno rispose  al nostro appello ed oggi attorno al porto continua ad imperversare un dannoso ed “assordante” silenzio da parte dell’amministrazione se è vero che i lavori, bloccati fino al 31 Marzo scorso da una discutibile – a nostro parere -  Valutazione d’impatto Ambientale, ad oggi non sono ancora ripresi.
 Chiediamo dunque nuovamente all’amministrazione comunale(che - in quanto ente pubblico -  ha degli obblighi nei confronti dei cittadini)di fare chiarezza comunicando ai cittadini i tempi di ripresa dei lavori e di realizzazione dell’opera, chiediamo all’amministrazione di riconsiderare la nostra proposta di avviare ed istituire un tavolo di concertazione permanente presieduto dal consigliere comunale con delega al porto e dall’assessore al Turismo coinvolgendo il privato(che da libero imprenditore deve confrontarsi con le istituzioni in questo caso ma non ha nessun obbligo nei confronti dei cittadini nel complesso) che gestirà la struttura come i commercianti e gli operatori economici locali, chiediamo all’amministrazione di produrre(semmai vi fossero problemi di questo tipo) e di fornire tutti gli atti necessari ad un’immediata ripresa dei lavori e di impegnarsi affinchè tutto ciò avvenga al più presto. Il futuro è già presente, non c’è più tempo da perdere, tacere non serve a nessuno.

Movimento Culturale “Per una Diamante migliore”


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