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venerdì 16 dicembre 2011

Il metodo … garanzia di chiarezza.

Discutendo di elezioni e ribadendo qual è il nostro approccio alle cose della politica e della campagna elettorale, pensiamo che prima delle persone vengano i metodi e per metodi intendiamo i meccanismi che portano alla formazione di una lista ed alla successiva strutturazione di un’amministrazione comunale che voglia finalmente affrontare in maniera adeguata le numerose e sempre più dure sfide che la modernità ci propone. Lo abbiamo già scritto sul “manifesto civico” pubblicato nelle scorse settimane, se davvero vogliamo cambiare, le idee devono pesare quanto i numeri, le idee senza numeri non vincono, i numeri senza le idee non governano né mai hanno governato.

Tutto questo ha però bisogno di un’epocale rivoluzione di metodo perché soltanto un metodo e dei meccanismi innovativi nella costruzione delle liste trasformano la stessa lista in progetto politico e conducono ad un nuovo modo d’amministrare. Sono necessarie, a nostro parere, almeno 3 innovazioni di metodo, due legate alla costruzione della lista ed una legata alla strutturazione della compagine amministrativa. 
La prima innovazione, nel contesto frammentato e disomogeneo che si è venuto a creare, è sicuramente legata alla possibilità (atteso che non si trovi nel frattempo un candidato che superi tutte le attuali posizioni e che sia sintesi di tutte queste posizioni oltreché espressione di chiaro e concreto rinnovamento) di designare il capolista di un eventuale progetto politico alternativo(unitario e di sintesi) a quello dell’attuale amministrazione attraverso delle elezioni primarie da definire e da disegnare nelle regole e nei meccanismi partecipativi. E’ bene chiarire che presupposto essenziale di una primaria è la reciproca lealtà tra i partecipanti, chi perde deve sostenere chi vince e lo stesso annuncio delle primarie deve essere garanzia di sintesi e unità.
La seconda consiste nell’opportunità di annunciare pubblicamente e prima delle elezioni anche i 4 assessori con relative deleghe specificando sin da subito i criteri di designazione(competenze, proposta politica specifica del gruppo di appartenenza, equa rappresentanza). 
La terza innovazione è legata ad un aspetto politico-amministrativo che riteniamo gravissimo. Il Consiglio Comunale a Diamante è storicamente in balìa delle decisioni della Giunta visto che gli Assessori conservano anche il ruolo di Consiglieri Comunali. Proponiamo dunque di stabilire sin da ora che i 4 Assessori non debbano essere anche Consiglieri (verificando fattibilità di questa proposta in termini statutari) facendo dunque rientrare in Consiglio anche i 3 candidati non eletti e restituendo al Consiglio stesso la sua funzione principale che è assolutamente una funzione di controllo sull’operato della Giunta. Si potrebbe inoltre completare questa proposta scegliendo tre Assessori tra gli eletti e riservando il quarto Assessorato ad una personalità esterna alla lista elettorale.

Queste tre proposte sono il presupposto per una nostra eventuale partecipazione al tanto sbandierato discorso politico di sintesi e di unità che tanti sostengono a parole ma pochi sostengono coi fatti, il rinnovamento va praticato e non soltanto predicato e va cercato innanzitutto nel metodo e nella chiarezza con cui lo si propone. Noi ci mettiamo la faccia.

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