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lunedì 5 dicembre 2011

La rete del Cambiamento. Resoconto di una serata importante.

Scrivo questa nota evitando volutamente di mettere a margine la sigla del Movimento di cui faccio parte perché sento di poter dire che questa nota appartiene a tutti quelli che, seduti tra il pubblico o al tavolo dei relatori, ieri sera hanno partecipato per dare forza e struttura ad un’unica idea, ad un’unica necessità, ad un’unica voglia, la voglia di cambiare, tutti insieme, per il nostro territorio, per la nostra terra. La Sala Consiliare del Comune di Diamante stracolma di gente che è rimasta ad ascoltarci fino alle 9 di sera in una piovosa Domenica d’autunno, le tante persone che hanno deciso di seguire la diretta streaming sul sito internet di Tele Diamante(almeno 30), la diretta televisiva magicamente “inventata” da Alfredo Pagano, i tanti contenuti espressi, le proposte concrete e la voglia di lavorare insieme per conquistare anche solo un piccolo pezzo di cambiamento sono un patrimonio civile – prima che culturale o politico – a cui dare valore e struttura. Giovanni Amoroso, Francesco Forestiero, Giambattista Salerno, Rocco Catanzaro, Antonino De Lorenzo,  Otello Vizzino, Anna Laura Orrico, le conclusioni del “Presidente” Callipo hanno concretamente e  magistralmente dato voce ad un’istanza che appartiene a tanti altri calabresi che per emergere hanno però bisogno di conoscersi, coordinarsi, conservare la propria natura mettendola a servizio dell’altro, creare una rete intelligente di metodi e persone in grado di fare fronte comune per risolvere problemi(i 3 esempi pilota dei rifiuti, dei trasporti e dell’albergo diffuso hanno reso bene l’idea) che nessuno di noi, da solo, potrà mai risolvere. L’incontro di ieri sera è progressivamente diventato ciò che volevamo, un tavolo di lavoro, quasi un’agenda di lavoro che ci porterà di qui a breve a rivederci(allargando la discussione e raccogliendo altre adesioni peraltro già pervenute) per dare forma e struttura alle idee, all’entusiasmo, alla comune convinzione che non c’è più tempo da perdere. Il successo di pubblico registrato ieri è lo stimolante crocevia di un percorso diverso, la genuina partecipazione riscontrata è un fuoco da coltivare, un sentiero da battere ben sapendo che la strada è in salita, dura, faticosa, storicamente occupata da personalistiche incrostazioni ed “individualismi di cordata”. Vale la pena provarci, il futuro è adesso o forse è solo dietro l’angolo. Indietro non si torna.

Di Antonio Cauteruccio

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