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domenica 12 febbraio 2012

Francesco Forestiero: la sua lettera, la sua proposta.

Cari Amici del Movimento,

con questa lettera voglio ringraziarvi in maniera molto semplice per tutto quello che state facendo.
Per questo desidero innanzitutto testimoniare cio’ che ho visto con i miei occhi sin da quando ho iniziato a partecipare e che continua positivamente a trascinarmi in questa avventura. Ma il mio ringraziamento passa anche attraverso l’analisi, nella seconda parte della lettera, di alcune questioni che ritengo necessario affrontare per migliorare la nostra cittadina, sempre nello spirito costruttivo che ci contraddistingue.


IL MOVIMENTO. PERCHE’?
Potrei riassumere tutto con questa frase: ho visto una cosa bella e ho deciso di seguirla.
E seguendola si sono svelati, con molta chiarezza, tutti gli aspetti positivi che caratterizzano questa esperienza: essi hanno confermato e confermano quotidianamente cio’ che avevo percepito all’inizio.
Mi ha colpito innanzitutto il desiderio semplice di un gruppo di ragazzi di mettersi al servizio della propria comunità, di costruire nella propria terra, di lavorare per il bene comune con grande passione e in maniera disinteressata. Da tutto cio’ ha avuto origine il Movimento. Allo stesso tempo tale aspetto ne costituisce uno straordinario punto di forza.
Da questo desiderio discende poi una caratteristica fondamentale di questa esperienza: la capacità di affiancare alla critica la proposta, cioè di rendere la critica costruttiva. Si tratta di un atteggiamento che non é affatto scontato. Tutti noi sappiamo che mettere in discussione, con argomentazioni valide, qualsiasi cosa non é per niente semplice; pero’ lo é ancora meno proporre. Cercare di rendere migliore la nostra terra richiede impegno, richiede sacrificio.
Partendo da questa considerazione voglio affrontare un aspetto molto importante delle nostre attività: l’interessamento e la partecipazione alla vita politica e amministrativa del territorio. Il nostro Movimento é un movimento culturale, ma tutti noi siamo consapevoli del fatto che per incidere sulla vita di una comunità é necessaria l’azione politica. Quest’ultima trova la sua nobiltà nello spirito di servizio che dovrebbe sempre caratterizzarla. Pertanto ritengo che l’interessamento alla vita amministrativa rappresenti lo sbocco naturale delle nostre attività. Questo non puo’ e non deve spaventarci. Diamante é in campagna elettorale ed é giusto che il Movimento valuti un’eventuale partecipazione alla competizione. D’altra parte sappiamo bene che il nostro lavoro va avanti e andrà avanti anche dopo le elezioni, con ancora più forza di prima, perché l’anima del Movimento non é certo una campagna elettorale.
Infatti uno dei pilastri su cui poggia tutto quello che facciamo é la costante apertura al dialogo e al confronto: per questo i cittadini rappresentano il nostro punto di riferimento sempre, non solo nel breve periodo di una competizione elettorale. Sia chi vive nella nostra terra sia chi ne é lontano puo’ concretamente contribuire allo crescita della nostra comunità apportando le sue proposte e, in definitiva, la sua esperienza personale. In tale contesto la Rete svolge un ruolo fondamentale, essendo uno straordinario mezzo di diffusione delle idee.
Per tutto questo ho scelto di aderire all’esperienza del Movimento culturale “Per una Diamante Migliore”.
E ora veniamo alla seconda parte.

IL VERDE E LE BARRIERE ARCHITETTONICHE A DIAMANTE

Purtroppo ho la netta sensazione che il verde a Diamante stia scomparendo.
Gli alberi del lungomare, che in estate garantivano un po’ di riparo dalla calura, sono stati tagliati in maniera improvvisa e indiscriminata per essere sostituiti con le palme malridotte e disomogenee provenienti dal Lungomare Nuovo. Tali piante hanno dimensioni ma soprattutto salute del fusto diverse.
Il verde lungo viale Glauco é praticamente inesistente. Infatti anche in questa zona tutti, o meglio “quasi” tutti, gli alberi sono stati tagliati per il rifacimento dei marciapiedi e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Bisogna precisare che se su quei marciapiedi si incontrassero due carrozzine per disabili farebbero fatica a passare; inoltre le rampe di accesso sono spesso collocate su superfici irregolari ed impraticabili per una carrozzina.
Diamante non brilla certo per l’abbattimento delle barriere architettoniche: basti pensare ai gravi disagi che soffrono in tal senso gli stabilimenti balneari del Lungomare Nuovo o il centro storico. Quest’ultimo é di difficile accesso agli anziani e cio’ sicuramente penalizza il turismo della terza età.
Infine, tornando al verde, che fine fanno i residui della potatura e il legname derivante dal taglio degli alberi? Non sarebbe possibile stipulare un’apposita convenzione con aziende che, ad esempio, producono pellet?
E’ giusto eliminare le barriere architettoniche, ma credo sia giusto anche ricercare soluzioni che non penalizzino eccessivamente il verde pubblico. Con alberi, piante, aiuole ben curati il paese diventa più accogliente e il suo aspetto di certo migliora agli occhi dei turisti, ma soprattutto di quelli che ci vivono tutto l’anno.

DIAMANTE E’ IN CAMPAGNA ELETTORALE. QUANTI LAVORI PUBBLICI!

Come sappiamo bene, arriva il periodo preelettorale e puntualmente, come per magia, spuntano numerosi cantieri di opere pubbliche. Questo non puo’ che farci piacere, se non fosse per la tempistica estremamente sospetta.
Tuttavia é necessario precisare alcune cose. Pochi sanno che i soldi oggi utilizzati per il rifacimento di piazza XI Febbraio e la realizzazione del marciapiede a sbalzo su “salita Corvino” (ci auguriamo che per Pasqua i lavori possano avere termine) erano in origine destinati al completamento del muraglione sotto il Lungomare Vecchio (dove c’é un tratto di passeggiata oggi inagibile) ed al ripristino della rete fognaria del lungomare stesso. E’ certamente strano che un’amministrazione comunale che dice di volere fortemente il porto sposti sulla piazza soldi che servivano a risolvere problemi sussistenti proprio nell’area del porto.
Inoltre il nuovo marciapiede a sbalzo di “salita Corvino” é largo circa 80 cm. Come possono passarci due carrozzine o due passeggini che incrociano i loro percorsi? Non sarebbe preferibile utilizzare tutta la mezza carreggiata lasciando un solo senso di marcia (quello che scende sul Lungomare Nuovo)?

PARCO CORVINO. UNA RISORSA DA VALORIZZARE

E’ difficile chiamarlo Parco oggi, abbandonato a sé stesso ed oggetto dei provvedimenti più strampalati e anomali. Basta ricordare i seguenti: la realizzazione di una Biblioteca comunale annunciata, inaugurata, ma praticamente inesistente; la cessione a titolo gratuito dell’ex mattatoio comunale alla Provincia perché ne faccia un’autorimessa; la progettazione della strada provinciale a due corsie “fondovalle Corvino”.
Vorrei soffermarmi sull’ultimo provvedimento. In questo caso é stato addirittura approvato il preliminare del progetto e questo significa che da parte dell’Amministrazione c’é tutta la volontà di realizzare la strada.
Io mi chiedo come sia possibile una cosa del genere. Come si puo’ approvare la costruzione di una strada destinata alle automobili che fiancheggia un torrente senza tenere conto del rischio idrogeologico? Come si puo’ autorizzare la devastazione del Parco e di buona parte della Valle del Corvino? Come é possibile tacere di fronte ad uno scempio annunciato? Chi puo’ trarre beneficio dalla realizzazione della strada?
Tutti sappiamo che per valorizzare la Valle del Corvino (il cui territorio ricade nei comuni di Diamante, Buonvicino e Maierà) basterebbe fare poche cose:
- controllare gli scarichi abusivi;
- prolungare il percorso pedonale, quello ciclabile e la strada in pietra del Parco almeno fino al campo sportivo di Buonvicino, ricercando magari altre soluzioni a livello di materiali; in accordo con il comune di Buonvicino, é ipotizzabile addirittura la creazione di un percorso naturalistico-religioso che porti fino alla Grotta di S. Ciriaco e che, nello stesso tempo, rappresenti una straordinaria porta di accesso al Parco del Pollino e alle sue ricchezze;
- incentivare la trasformazione di tutti i vecchi casali presenti nella Valle in strutture ricettive;
- valorizzare l’iniziativa privata già presente creando nuovi percorsi naturalistici e sportivi destinati, ad esempio, al trekking o alla mountain bike, pulire e ripristinare i sentieri già esistenti e la relativa segnaletica;
- ripristinare dove possibile la vegetazione, che in alcune zone é stata annientata da numerosi incendi;
- vigilare, specie nel periodo estivo, affinché gli incendi non devastino il polmone verde che la Valle del Corvino rappresenta per noi tutti.
Spero vivamente che questi semplici spunti possano essere recepiti da chi ha la responsabilità di amministrarci.
C’é tanto da fare e Diamante non puo’ più attendere. Il futuro é adesso.

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