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domenica 4 marzo 2012

La lettera dall'estero.

Ascoltare le parole del Sindaco Ernesto Magorno a Telediamante suscita, come sempre, costante sconforto. Lo stesso Sindaco contribuisce, diventandone uno degli ispiratori, alla fioritura di una letteratura di idee giovani e fresche, letteratura diffusa a costo zero tramite quel mezzo che per lui e' un'arma a doppio taglio e che si chiama Internet.

Una letteratura che sorge dalla malapolitica, dalle promesse continue e dalla cattiva amministrazione della cosa pubblica, insomma, da tutto cio' che porta un giovane, determinato a raggiungere i propri obiettivi, a lasciare a malincuore la propria terra per realizzarsi in un Paese diverso, sentendosi rifiutato dal posto in cui e' nato.

Tuttavia, per decidere di abbandonare amici e famiglia, affetti e tradizioni non c'e' bisogno di una laurea, di una famiglia alle spalle o dei soldi per affrontare un master. Chi emigra ha spesso un mestiere o una professionalita' che altrove viene riconosciuta come tale. E capita sempre piu' di frequente che giovani  abbiano solo una valigia carica di sogni e di coraggio che permette loro di partire all'avventura. Guidati dalla consapevolezza di non voler piu' sottostare a promesse che non saranno mai mantenute e che serviranno a creare ed alimentare quel circolo vizioso del "votami che poi vediamo" che ciclicamente si ripete ad ogni tornata elettorale, particolarmente in una Regione come la nostra. 

Andarsene vuol dire non perdere tempo. E quei suggerimenti dati ai suoi nipoti andrebbero dati a tutta una generazione di giovani che sono costretti a loro volta a supportare i propri genitori, che non riescono piu' a mandare avanti la famiglia intera in un periodo di forte crisi. Una crisi che in Calabria si avverte ancor di piu', amplificata da un fallimento su svariati fronti, dalla sanita' fino allo sconvolgimento dei luoghi che la natura ci ha donato, e che non e' riferibile alle banche ma ad una classe politica ed ad un sistema che fino ad oggi si e' dimostrato fallimentare.

Per questo un giovane va via dal proprio paese. Tuttavia quei giovani hanno imparato che ad ogni  critica mossa e' utile associare una proposta per migliorare e per creare delle condizioni migliori non solo per chi vive il Paese 365 giorni all'anno ma anche per le successive generazioni, con la speranza che il futuro offra la possibilita' di poter scegliere se restare o muoversi verso lidi diversi per conoscere realta' nuove e persone diverse con cui confrontarsi. O posti diversi dove realizzarsi. 

E comunque, caro Sindaco, tutti noi che viviamo all'estero, a Roma o semplicemente distanti da Diamante, non perdiamo l'occasione per scendere in quella piazza dove la vita di paese si svolge, per riabbracciare i nostri amici e continuare la vita che di confronti si nutre.

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