La pubblicita' aiuta Diamantesinelmondo.

sabato 3 marzo 2012

Mare e monti.

Prima che iniziasse l’estate - ma sempre in ritardo rispetto alle normali tabelle di marcia della promozione turistica - la Regione Calabria lanciò, lo scorso anno, una campagna pubblicitaria che esaltava la peculiare e ricchissima varietà del nostro paesaggio e la possibilità, per chi ci fa visita, di passare dal mare ad un paesaggio più prettamente collinare e poi addirittura montano in un fazzoletto di pochi chilometri e dunque di pochi minuti d’automobile. Diamante non sfugge a questa preziosa - e mai pienamente valorizzata - caratteristica  possedendo un invidiato microclima (probabilmente alla base della qualità delle nostre gloriose cedriere), possedendo una meravigliosa porta di ingresso al Pollino (situata a poche centinaia di metri dal mare) come il Parco del Corvino, possedendo delle contrade rurali imbevute di storia e tradizione e caratterizzate da paesaggi dolcissimi ma spesso trascurati (anche e soprattutto dal punto di vista della promozione turistica) e facendo parte ovviamente del Parco Marino Regionale della Riviera dei Cedri.


Questa peculiarità ha mostrato, soprattutto nelle ultime settimane, tutti i suoi limiti e le sue ataviche lacune organizzative e programmatiche. Frequenti sono le polemiche attorno allo stato di abbandono in cui versa il Parco del Corvino, oggetto di provvedimenti “una tantum” e di decisioni assolutamente scollate l’una dall’altra. E’ bene ribadire che in un momento in cui il patrimonio immobiliare rappresenta un elemento di irrinunciabile stabilità finanziaria per gli enti locali si è  deciso di trasformare - cedendolo a titolo gratuito alla Provincia - l’ex mattatoio comunale in un’autorimessa, è bene ribadire che tutti i soldi (nell’ordine delle centinaia di migliaia di Euro) investiti sul letto del fiume sono davvero poco visibili o comunque non hanno portato i risultati sperati, è bene ribadire che i circa 30.000 Euro investiti sullo stabile (oggi chiuso) che prima doveva essere “centro informativo ecologico”, poi centro di “aggregazione ambientale” ed infine biblioteca (mai realmente esistita come verificato in un sopralluogo) non sono serviti a nulla.


Il Parco Marino vive invece in una sorta di limbo politico ed amministrativo che non permette,  a nostro parere, a chi lo presiede di adempiere alle funzioni per cui il Parco stesso  è stato istituito. Ad oggi non esistono dei regolamenti, ad oggi non esiste un Piano del Parco e senza questi strumenti diventa difficile mettere in discussione situazioni come quella verificatasi allo “Scoglio della Regina” di Acquappesa (una pista carrabile in sabbia e pietre che dalla battigia arriva d avvolgere lo scoglio e provvista di tutte le autorizzazioni a quanto pare) e soprattutto diventa impossibile costruire un’offerta turistica credibile. Una cosa la diciamo, fuori dai denti ma con il massimo rispetto per chi presiede l’ente, noi in queste condizioni alla BIT non saremmo andati. Una borsa turistica è (o dovrebbe essere) un momento in cui ci si propone al mercato e per vendere un prodotto di nicchia come quello del Parco Marino bisogna offrire qualcosa di concreto e godibile, il mercato globale del turismo non accetta tentennamenti o approssimazioni, il nostro futuro (fortemente legato a valori aggiunti come quello del Parco) ha bisogno di solidità ed organizzazione.

Movimento Culturale "Per una Diamante migliore"

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