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giovedì 29 novembre 2012

Risposta al "renzino" di Diamante.


Bersani l’aveva preannunciato: IL 25 sarà una grande festa democratica! Così è stato, sia per il clima sereno e costruttivo che per l’alta affluenza alle urne. In Calabria e nella provincia di Cosenza Bersani ottiene uno straordinario successo dovuto essenzialmente alla forza e alla solidità del suo messaggio di rinnovamento senza strappi, in un progetto di governo il cui leader abbia la capacità di tenere insieme le forze progressiste e del cambiamento.
Il dato si conferma anche sul Tirreno cosentino, con eccezioni rilevanti come Diamante e Verbicaro, dove si registra una netta affermazione di Renzi. A Diamante, in particolare, Renzi ottiene una percentuale “bulgara”, di poco superiore all’80%, certamente dovuta all’impegno del sindaco che, avendo legato il risultato delle primarie ad una sua candidatura al Parlamento, è riuscito a “costringere” l’intera maggioranza ad impegnarsi “pancia a terra ”nella campagna elettorale.

Ma l’indubbio successo, lungi dall’indurre ilvincitore ad assaporare gustosamente la vittoria, ha sortito l'effetto di innervosire talmente il "renzino"nostrano da spingerlo a convocare la stampa per indirizzare accuse farneticanti nei confronti dei "bersaniani" di Diamante rei (udite, udite!) di aver inviato "gendarmi" nei seggi per controllarlo! In realtà, si è trattato di una semplice aggiunta di scrutatori e rappresentanti di candidati ai seggi, richiesta (ed ottenuta) dal PSI provinciale, e non dai “cattivoni bersaniani" di Diamante!
Allora, cos’è che non va? Sarà che lo "straordinario risultato" ottenuto è frutto anche (soprattutto?) di una gestione spregiudicata e cinica del potere amministrativo, estrinsecata tramite una serie di comportamenti poco trasparenti e niente affatto conformi alle regole stabilite? Come, ad. es., la "precettazione" dell'intero apparato amministrativo e para amministrativo, forzosamente mobiòlitato a sostegno ed in funzione di una campagna elettorale caratterizzata da "opprimenti e pressanti" inviti e promesse ai cittadini - in primis i più bisognosi- a votare il sindaco di Firenze? ovvero, da procedure poco chiare ed approssimative nella fase di registrazione, come i registri tenuti a casa invece che negli ufici elettorali, i certificati elettorali non fatti ritirare personalmente come prescritto, ma consegnate gentilmente a domicilio? E che dire delle tante schede elettorali bianche custodite in un locale di fronte al seggio elettorale?

Non è che il nervosismo del “renzino” nostrano, in realtà nasconde la rabbia e il disappunto per aver fatto sfumare qualche altra “operazione”, programmata in difesa di uno status quo che vuole il primo cittadino di Diamante sempre primo della classe? Ma se così fosse, stia tranquillo, l’avremmo impedito comunque, anche senza i “gendarmi”!
Una cosa è certa: l’assoluta assenza di etica comportamentale, la pratica di metodi spregiudicati e poco trasparenti con il solo fine della conquista del consenso tout court, sono prodotti della peggiore tradizione meridionalista. E' davvero singolare che chi predica la rottamazione della nomenclatura in nome del rinnovamento, non si renda conto che in realtà, se si vuole davvero il cambiamento, va anzitutto rottamata questa vecchia e deleteriacultura e chi la incarna.

Di Battista Maulicino.

Mi piaceva e l'ho pubblicata.  Ognuno potra' cosi farsi una propria opinione e magati un'analisi di coscienza, che non e' mai tardi.

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