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martedì 28 febbraio 2012

Politica di piazza.

Obama ci vinse le elezioni in America.

Storia di pochi mesi fa: Egitto e Tunisia. Forse, per la prima volta, ci si e' resi conto come per la gioventu' Internet sia una potente arma di rivolta. Senza limiti geografici. Tramite Internet la gente scopriva la corruzione dilagante nei governi ed il controllo che questi esercitavano sui media locali che, per connivenza o per omertà, non riuscivano ad esprimersi in maniera libera. Internet e' stato  lo strumento che ha permesso la coordinazione dei manifestanti. Grazie ad Internet son caduti regimi longevi ed all'apparenza solidi.

Internet ha dato modo ai giovani di scoprire come si vive dall'altra parte del mondo. 

Internet ti fa viaggiare. Ti da modo di poter scoprire ed avvicinare realta' lontane solo geograficamente. 

Con Internet sei libero di approfondire quel che ti pare. Sei libero di scovare vari punti di vista su un determinato argomento, per formare una piu fine opinione sulle cose.

Internet tuttavia mette paura.

E c'e' chi invita a spegnere i computer, sperando ancora in una politica di piazza. Con delle parole di piazza. Proprio quella piazza dove la politica ha fallito, costringendo i giovani ad emigrare per ritagliarsi un posto nel mondo. 

Tuttavia, quegli  stessi giovani, pur di partecipare alla vita del proprio paese, riescono a ritagliarsi uno spazio di tempo tutti i giorni e si ritrovano la sera a discutere davanti ad un monitor. Sognando di poter offrire qualcosa di meglio agli amici che coraggiosamente son rimasti ed alle generazioni che verranno dopo. Parlando delle lotte che, giorno dopo giorno, li accompagnano verso un futuro migliore.

Magari la prossima volta in posto meno lontano da quella che sempre sentono esser la propria casa.

domenica 26 febbraio 2012

Ancora lettere. Andrea e Matteo.

Cari Amici del Movimento,

con questa lettera vogliamo ringraziarvi vivamente per come vi state adoperando per migliorare il nostro paese.
Nostra intenzione è, innanzitutto, quella di raccontarvi le motivazioni che ci hanno spinto ad avvicinarci al Movimento, ed a vivere questa splendida avventura, oltre a fare un’analisi dei problemi che riteniamo fondamentali risolvere per il bene del nostro amato paese e della sua cittadinanza.

Perché ci siamo avvicinati al Movimento? Perché in questo gruppo abbiamo notato il segno di un cambiamento, fino ad ora mai avvertito. Nel conoscere queste persone, abbiamo capito quanta passione mettono in quello che fanno. Portare avanti proposte, coinvolgere la cittadinanza nelle problematiche che ci affliggono, relazionarsi con tutti, specialmente con i giovani facendo capire loro che il futuro sta nelle loro mani, avere a cuore il futuro di questo paese!

Ed è grazie a questo loro forte interesse che abbiamo potuto constatare ed esprimere i nostri pensieri in merito alla realtà che ci circonda, con la soddisfazione più grande di tutte: essere ascoltati!!!
Noi siamo fiduciosi che il Movimento perseveri in questa politica di cambiamento, tanto da individuarlo in un cantiere in costruzione, dove vengono raccolte le nostre idee e le nostre speranze, ponendo, passo dopo passo, un piccolo tassello che, col tempo, trasformerà Diamante da capanno in grattacielo.

La disponibilità all’ascolto che ci è stata data, ci ha permesso di poter affrontare una problematica che ci coinvolge in prima persona: l’inesistenza di un futuro certo e garantito!

 Per molto tempo Diamante, per i giovani, ha rappresentato un luogo invivibile dal quale fuggire. Più che essere una realtà, è un incubo!! Che prospettive di futuro abbiamo in un paese così? Cosa è stato fatto per coinvolgere i giovani? Fino ad ora sono state fatte tante promesse, eppure la situazione è sempre la stessa.
Tutto ciò può essere semplificato descrivendo in quattro punti il nostro stato d’animo in merito a questa situazione:

Traditi: dalla classe politica di questi tempi, che non ha fatto altro che sfavorirci;
Delusi: dalla mancanza di opportunità e dal mancato coinvolgimento;
Disperati: nel vederci sfuggire il futuro dalle nostre mani;
Abbandonati: lasciati soli, senza punti di riferimento;

Questa situazione ci mette paura, ci fa chiudere in noi stessi, ci fa vivere un incubo.
Per superare questa difficoltà, abbiamo bisogno di una forte scossa. Scossa che è ben rappresentata dal Movimento, che ha ben capito che, per un paese come Diamante, i giovani rappresentano i Pilastri Ideali sui quali costruire, tutti insieme, una splendida realtà. Noi vogliamo che Diamante sia una realtà, e per essere così c’è bisogno che ognuno di noi si faccia avanti e trovi il coraggio di esprimersi, perché quello di migliorare il nostro paese è un diritto che ci spetta!
Con questa lettera, ci aspettiamo dunque, che tutto quello detto precedentemente sia l’inizio di un percorso che finirà col risolvere tutte le problematiche del nostro amato paese.

In conclusione, ribadiamo il nostro ringraziamento al Movimento “Per Una Diamante Migliore”, per averci dato la possibilità di partecipare e discutere, esprimendo i nostri pareri, su ogni proposta e discussione avanzate.


Matteo Grimaldi

Andrea Maria Salerno

sabato 25 febbraio 2012

Un porto anche a Guardia.

Non so cosa stiano facendo qualche chilometro piu in giu. So solo che quel che vedo mi crea rabbia, tanta rabbia e disgusto verso chi ci governa. Molto probabilmete il video che vedrete vi provochera' simili sentimenti. Che vogliano fare un porto anche a Guardia? Magari, sara' finito prima che ce ne accorgeremo. 
Ed ancor prima che il porto di Diamante veda la sua luce. 
Sindaci, Assessori, politici e politicanti, presidenti di Parchi Marini, dove siete? Dopo le vostre belle parole in giro per l'Italia e' giunto forse il momento che vi dedicaste realmente, se ne siete capaci, a fare qualcosa per la tutela della vostra gente. La difesa e la valorizzazione del nostro territorio, della nostra cultura e delle nostre tradizioni meritano degni rappresentanti.
Perche', da quel che traspare, si capisce assai bene a cosa siete veramente interessati.

lunedì 20 febbraio 2012

La lettera di Rodolfo De Pietro - Perche' sono qui.

Sembra una domanda fuori contesto ma è quello bisogna chiedersi per ottenere una risposta capace di far comprendere una scelta : quella di credere ancora che i cambiamenti sono possibili e realizzabili con lo sforzo coeso di chiunque ne sia convinto.

Insomma, la forza del cambiamento è direttamente legata al cambiamento che avviene nella persona che lo persegue; più si è disposti a liberarsi da l’immobilismo altrui, ma soprattutto del proprio, più si riesce ad ottenere qualcosa.

La nascita di questo movimento mi ha dato l’opportunità di vedere finalmente che non ero l’unico a pensarla così e che la presa di coscienza delle proprie possibilità e capacità che ha investito questo gruppo sempre più numeroso di ragazzi diamantesi mi  ha portato a credere che qualcosa stava cambiando. La massa di idee e progetti, venute alla luce in seguito alle iniziative fatte dal movimento,  è di una qualità pregiata e che pochi possono realmente comprendere quanto lontano possa portare se spinta con forza da tutti.  Certo quanto lontano non è dato saperlo ma anche la sola esternazione di ciò che frulla nella testa da parte di chiunque voglia un  cambiamento è segno dello stesso,  segno  che non potrà essere ignorato all’infinito. È per questo che bisogna continuare a porsi domande che, a maggior ragione, se inascoltate devono essere seguite da una fiumana idee proposte progetti iniziative o semplici suggerimenti, questa  strada intrapresa,  complessa e poco gratificante, i cui risultati dipenderanno solo da noi, dalla velocità con cui percorreremo questa strada, dalla nostra voglia di metterci in gioco per un obiettivo comune.  
Ecco una frase del Mahatma Gandhi che esprime esattamente il momento: "Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere", ed è questo che mi auguro stia accadendo.
                                                                                                                                                            Rodolfo De Pietro

domenica 19 febbraio 2012

Non era solo un gioco.

Una settimana fa ho creato un sondaggio su Facebook chiedendo, qualora partecipassimo alle elezioni comunali a Diamante con una nostra lista (Per una Diamante migliore), chi fosse l'ideale candidato a Sindaco e chi fossero i volti che lo avrebbero dovuto affiancare e supportare. Non avrei lontanamente immaginato una partecipazione del genere: piu di 100 diverse persone hanno espresso la propria opinione, con commenti, suggerimenti e, soprattutto, mettendoci la faccia. 

Tra questi, piu' di 50 vorrebbero Antonio Cauteruccio candidato a sindaco, ma molti chiedono anche che giovani con idee proprie e con la mente libera da schemi appartenenti al passato siano finalmente pronti ad affrontare la competizione elettorale a Diamante. 

Si pretendono personaggi nuovi e preparati, che possano esser realmente capace di cambiare il volto del paese e vari sono stati i nomi suggeriti. Tra questi spiccano quelli di Gaetano Bruno e di Alessia Perugino, Francesco Milano, Giambattista Salerno, Francesco Forestiero e Flavio Grimaldi, ma viene anche richiesta la presenza di qualcuno che, pur non vivendo la quotidianita' del paese per 365 giorni all'anno, possa esser fonte di idee ed energie per completare il resto del gruppo, come ad esempio Ubaldo Gambardella o Pierpaolo Pellicori.

Solo alcuni hanno ritenuto che una apertura a Fabio Cavalcanti e Francesco Bartalotta possa esser una soluzione idonea, cosi come ancor meno suggeriscono di fare un passo alla volta, in maniera moderata.

Ritengo che questo sondaggio non sia stato solo un gioco. La partecipazione di tutti  e' stata molto sentita e finalmente le idee, il garbo, l' interesse genuino verso la cosa pubblica, la consapevolezza dei problemi e la saggia propositività nelle soluzioni emergono come un qualcosa da premiare con il voto.  

E non da meno, vi e' stata la testimonianza che il lavoro svolto fino a questo momento, cosi come le energie che tutti noi ogni giorno spendiamo, sono realmente apprezzate da una buona parte del paese e non solo. Il che, da solo, basta per farci andare avanti.

venerdì 17 febbraio 2012

Quello che la campagna elettorale non dice … Le vostre tasse, le vostre tasche. Proposte e informazioni.

Ci siamo già più volte occupati di tributi locali facendo garbatamente notare, ad esempio, ai nostri amministratori comunali che la stessa solerzia con cui hanno istituito il Consiglio Tributario (organismo comunale con ruoli di accertamento fiscale e contributivo cancellato opportunamente a Dicembre dal Decreto “Salva Italia” di Mario Monti) avrebbero dovuto usarla per scaglionare l’addizionale comunale IRPEF (aliquota già massimale a Diamante) sulla base degli scaglioni di reddito dell’IRPEF statale come consentiva la manovra d’Agosto. Il cittadino vuole, può e deve pagare le tasse  ma almeno gli si chieda il giusto!


Oggi ci occupiamo di qualcosa di più strutturale che riguarda la gestione delle entrate tributarie  nel suo complesso andando a toccare le tasse e dunque le tasche dei cittadini. Tanti di noi hanno vissuto - negli anni - il dramma (amministrativo ci mancherebbe …) delle famose “cartelle pazze” e tutti sappiamo che più di un richiamo è arrivato all’Amministrazione Comunale da parte della Corte dei Conti della Calabria in materia di riscossione ed accertamento tributario. Come risolvere l’annoso problema? Una soluzione sarebbe sicuramente la riscossione diretta delle entrate tributarie da parte dell’ente che garantirebbe continuità di gestione, qualche posto di lavoro, una banca dati di proprietà del Comune e magari chissà … un abbassamento delle aliquote evitando - in tal caso - il terreno scivoloso delle esternalizzazioni che, per ovvi motivi, non garantiscono continuità di gestione alimentando un precariato senza prospettive (né concorsi all’orizzonte purtroppo …) e partorendo di frequente più di una fastidiosa “cartella pazza”. 
Lo Stato centrale sembra venirci incontro stavolta. 
 Già nel Maggio scorso, nel Decreto Sviluppo, si stabiliva che a decorrere dal 1 Gennaio 2012 i Comuni avrebbero dovuto effettuare in maniera diretta o al massimo costituendo una Società interamente partecipata dal Comune(in house) stesso la riscossione spontanea (su quella coattiva c’è e ci sarà a livello nazionale grande dibattito …) delle loro entrate tributarie evitando le “concessioni di servizio” a terzi ed avvalendosi  al massimo di “prestazioni di servizio” accessorie come la gestione degli archivi, la spedizione o la bollettazione.
A Dicembre è intervenuto il Decreto Monti a prorogare il provvedimento di un anno ma la sostanza non cambia e addirittura, se tutto rimanesse così, sarebbero i  comuni attraverso lo strumento dell’ingiunzione fiscale a dover gestire in maniera diretta anche la riscossione coattiva (quella che oggi fa Equitalia per intenderci).


Queste norme riguardano chiaramente anche i tributi cosiddetti “minori” e ci sorprende che l’amministrazione abbia di recente pubblicato due bandi – uno per l’imposta comunale sulla pubblicità e l’altro relativo al canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) – in cui si parla di “concessione del servizio” ed in cui il servizio stesso si vuole dare in affidamento per una durata di 3 anni quando invece al 31 Dicembre 2012 cambierà tutto e ciò che oggi può essere oggetto di concessione non potrà mai più esserlo. Non sarebbe più pratico, utile e produttivo per l’ente quanto per il cittadino – sempre costretto a sobbarcarsi costi e disagi - procedere già da ora ad una gestione diretta e complessiva di tutti i tributi comunali da parte dell’ente stesso o da parte di una Società interamente partecipata dall’ente producendo aliquote ridotte, banche dati di proprietà dell’ente e posti di lavoro un tantino più stabili? Volere è potere.

Movimento Culturale "Per una Diamante migliore"

domenica 12 febbraio 2012

Francesco Forestiero: la sua lettera, la sua proposta.

Cari Amici del Movimento,

con questa lettera voglio ringraziarvi in maniera molto semplice per tutto quello che state facendo.
Per questo desidero innanzitutto testimoniare cio’ che ho visto con i miei occhi sin da quando ho iniziato a partecipare e che continua positivamente a trascinarmi in questa avventura. Ma il mio ringraziamento passa anche attraverso l’analisi, nella seconda parte della lettera, di alcune questioni che ritengo necessario affrontare per migliorare la nostra cittadina, sempre nello spirito costruttivo che ci contraddistingue.


IL MOVIMENTO. PERCHE’?
Potrei riassumere tutto con questa frase: ho visto una cosa bella e ho deciso di seguirla.
E seguendola si sono svelati, con molta chiarezza, tutti gli aspetti positivi che caratterizzano questa esperienza: essi hanno confermato e confermano quotidianamente cio’ che avevo percepito all’inizio.
Mi ha colpito innanzitutto il desiderio semplice di un gruppo di ragazzi di mettersi al servizio della propria comunità, di costruire nella propria terra, di lavorare per il bene comune con grande passione e in maniera disinteressata. Da tutto cio’ ha avuto origine il Movimento. Allo stesso tempo tale aspetto ne costituisce uno straordinario punto di forza.
Da questo desiderio discende poi una caratteristica fondamentale di questa esperienza: la capacità di affiancare alla critica la proposta, cioè di rendere la critica costruttiva. Si tratta di un atteggiamento che non é affatto scontato. Tutti noi sappiamo che mettere in discussione, con argomentazioni valide, qualsiasi cosa non é per niente semplice; pero’ lo é ancora meno proporre. Cercare di rendere migliore la nostra terra richiede impegno, richiede sacrificio.
Partendo da questa considerazione voglio affrontare un aspetto molto importante delle nostre attività: l’interessamento e la partecipazione alla vita politica e amministrativa del territorio. Il nostro Movimento é un movimento culturale, ma tutti noi siamo consapevoli del fatto che per incidere sulla vita di una comunità é necessaria l’azione politica. Quest’ultima trova la sua nobiltà nello spirito di servizio che dovrebbe sempre caratterizzarla. Pertanto ritengo che l’interessamento alla vita amministrativa rappresenti lo sbocco naturale delle nostre attività. Questo non puo’ e non deve spaventarci. Diamante é in campagna elettorale ed é giusto che il Movimento valuti un’eventuale partecipazione alla competizione. D’altra parte sappiamo bene che il nostro lavoro va avanti e andrà avanti anche dopo le elezioni, con ancora più forza di prima, perché l’anima del Movimento non é certo una campagna elettorale.
Infatti uno dei pilastri su cui poggia tutto quello che facciamo é la costante apertura al dialogo e al confronto: per questo i cittadini rappresentano il nostro punto di riferimento sempre, non solo nel breve periodo di una competizione elettorale. Sia chi vive nella nostra terra sia chi ne é lontano puo’ concretamente contribuire allo crescita della nostra comunità apportando le sue proposte e, in definitiva, la sua esperienza personale. In tale contesto la Rete svolge un ruolo fondamentale, essendo uno straordinario mezzo di diffusione delle idee.
Per tutto questo ho scelto di aderire all’esperienza del Movimento culturale “Per una Diamante Migliore”.
E ora veniamo alla seconda parte.

IL VERDE E LE BARRIERE ARCHITETTONICHE A DIAMANTE

Purtroppo ho la netta sensazione che il verde a Diamante stia scomparendo.
Gli alberi del lungomare, che in estate garantivano un po’ di riparo dalla calura, sono stati tagliati in maniera improvvisa e indiscriminata per essere sostituiti con le palme malridotte e disomogenee provenienti dal Lungomare Nuovo. Tali piante hanno dimensioni ma soprattutto salute del fusto diverse.
Il verde lungo viale Glauco é praticamente inesistente. Infatti anche in questa zona tutti, o meglio “quasi” tutti, gli alberi sono stati tagliati per il rifacimento dei marciapiedi e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Bisogna precisare che se su quei marciapiedi si incontrassero due carrozzine per disabili farebbero fatica a passare; inoltre le rampe di accesso sono spesso collocate su superfici irregolari ed impraticabili per una carrozzina.
Diamante non brilla certo per l’abbattimento delle barriere architettoniche: basti pensare ai gravi disagi che soffrono in tal senso gli stabilimenti balneari del Lungomare Nuovo o il centro storico. Quest’ultimo é di difficile accesso agli anziani e cio’ sicuramente penalizza il turismo della terza età.
Infine, tornando al verde, che fine fanno i residui della potatura e il legname derivante dal taglio degli alberi? Non sarebbe possibile stipulare un’apposita convenzione con aziende che, ad esempio, producono pellet?
E’ giusto eliminare le barriere architettoniche, ma credo sia giusto anche ricercare soluzioni che non penalizzino eccessivamente il verde pubblico. Con alberi, piante, aiuole ben curati il paese diventa più accogliente e il suo aspetto di certo migliora agli occhi dei turisti, ma soprattutto di quelli che ci vivono tutto l’anno.

DIAMANTE E’ IN CAMPAGNA ELETTORALE. QUANTI LAVORI PUBBLICI!

Come sappiamo bene, arriva il periodo preelettorale e puntualmente, come per magia, spuntano numerosi cantieri di opere pubbliche. Questo non puo’ che farci piacere, se non fosse per la tempistica estremamente sospetta.
Tuttavia é necessario precisare alcune cose. Pochi sanno che i soldi oggi utilizzati per il rifacimento di piazza XI Febbraio e la realizzazione del marciapiede a sbalzo su “salita Corvino” (ci auguriamo che per Pasqua i lavori possano avere termine) erano in origine destinati al completamento del muraglione sotto il Lungomare Vecchio (dove c’é un tratto di passeggiata oggi inagibile) ed al ripristino della rete fognaria del lungomare stesso. E’ certamente strano che un’amministrazione comunale che dice di volere fortemente il porto sposti sulla piazza soldi che servivano a risolvere problemi sussistenti proprio nell’area del porto.
Inoltre il nuovo marciapiede a sbalzo di “salita Corvino” é largo circa 80 cm. Come possono passarci due carrozzine o due passeggini che incrociano i loro percorsi? Non sarebbe preferibile utilizzare tutta la mezza carreggiata lasciando un solo senso di marcia (quello che scende sul Lungomare Nuovo)?

PARCO CORVINO. UNA RISORSA DA VALORIZZARE

E’ difficile chiamarlo Parco oggi, abbandonato a sé stesso ed oggetto dei provvedimenti più strampalati e anomali. Basta ricordare i seguenti: la realizzazione di una Biblioteca comunale annunciata, inaugurata, ma praticamente inesistente; la cessione a titolo gratuito dell’ex mattatoio comunale alla Provincia perché ne faccia un’autorimessa; la progettazione della strada provinciale a due corsie “fondovalle Corvino”.
Vorrei soffermarmi sull’ultimo provvedimento. In questo caso é stato addirittura approvato il preliminare del progetto e questo significa che da parte dell’Amministrazione c’é tutta la volontà di realizzare la strada.
Io mi chiedo come sia possibile una cosa del genere. Come si puo’ approvare la costruzione di una strada destinata alle automobili che fiancheggia un torrente senza tenere conto del rischio idrogeologico? Come si puo’ autorizzare la devastazione del Parco e di buona parte della Valle del Corvino? Come é possibile tacere di fronte ad uno scempio annunciato? Chi puo’ trarre beneficio dalla realizzazione della strada?
Tutti sappiamo che per valorizzare la Valle del Corvino (il cui territorio ricade nei comuni di Diamante, Buonvicino e Maierà) basterebbe fare poche cose:
- controllare gli scarichi abusivi;
- prolungare il percorso pedonale, quello ciclabile e la strada in pietra del Parco almeno fino al campo sportivo di Buonvicino, ricercando magari altre soluzioni a livello di materiali; in accordo con il comune di Buonvicino, é ipotizzabile addirittura la creazione di un percorso naturalistico-religioso che porti fino alla Grotta di S. Ciriaco e che, nello stesso tempo, rappresenti una straordinaria porta di accesso al Parco del Pollino e alle sue ricchezze;
- incentivare la trasformazione di tutti i vecchi casali presenti nella Valle in strutture ricettive;
- valorizzare l’iniziativa privata già presente creando nuovi percorsi naturalistici e sportivi destinati, ad esempio, al trekking o alla mountain bike, pulire e ripristinare i sentieri già esistenti e la relativa segnaletica;
- ripristinare dove possibile la vegetazione, che in alcune zone é stata annientata da numerosi incendi;
- vigilare, specie nel periodo estivo, affinché gli incendi non devastino il polmone verde che la Valle del Corvino rappresenta per noi tutti.
Spero vivamente che questi semplici spunti possano essere recepiti da chi ha la responsabilità di amministrarci.
C’é tanto da fare e Diamante non puo’ più attendere. Il futuro é adesso.

lunedì 6 febbraio 2012

La voce di Alessia Perugino.

Ogni persona che si avvicina ad un gruppo di individui, apporta idee e da sostegno. E fa si che il gruppo diventi sempre piu forte.   Affinche', con coraggio,sacrifici ed genuina umilta' si riesca ad alimentare la speranza che un giorno anche le cose che diamo per scontate possano cambiare, trovandone il metodo e validandone i contenuti.

Oggi e' il turno di Alessia, che ha scritto parole profonde e significative. Parole che fanno emergere la sensibilita', la grinta e la tenacia nell'affrontare la vita di tutti giorni. Come emerso dalle parole di qualcuno, il Movimento basta anche solo per leggere queste cose che sono più' forti ed importanti di tante parole inutili ed insignificanti spese dietro a faccende elettorali ed ambizioni di candidature. 

Beh...da dove iniziare?
Inizierò con il dire che sin da quando ero piccola non riuscivo ad accettare le ingiustizie che ero costretta a subire ed a veder subire. Crescendo si è formato il mio pensiero, incentrato sulla forza interiore che ognuno di noi ha e che niente e nessuno può mai distruggere.
Il Movimento esprime tutti i miei ideali e i suoi componenti sono i pochi che hanno avuto il coraggio di sfruttare la loro forza interiore per provare a costruire qualcosa e difendere i diritti propri ma anche e soprattutto di coloro che credono negli ideali di uguaglianza, rispetto e coraggio nell'esprimere le proprie opinioni.
Sono entrata nel Movimento perchè sono stanca di stare a guardare, non ho mai approvato l'omertà e ora ho la possibilità di esprimere tutto quello che non ho potuto esprimere in precedenza. Poi c'è anche il fattore affettivo...il Movimento crede in me e mi rispetta per quello che sono. Non mi ha costretta ad essere qualcuno che in realtà non sono..mi ha permesso di essere me stessa, perciò finisco col dire grazie Movimento "Per Una Diamante Migliore".
Alessia Perugino 

PS: per costruire un mondo migliore, ogni piccolo gesto puo' essere importante. Benvenuta Alessia.

sabato 4 febbraio 2012

La lettera della domenica. Di David

Sono da poco entrato a far parte di questo movimento culturale, composto da una minoranza di persone, una minoranza in continua e crescita che si sta facendo sentire, che ha voglia di cambiamenti in questo paese, ha voglia di una ventata d’aria fresca, visto che questa politica non è in grado di darci quello che ci serve, questa politica non è in grado di creare nessuna prospettiva di futuro per noi giovani di Diamante. 
Siamo stanchi di sentirci dire sempre le stesse cose, ogni 5 anni la storia si ripete, qualche comizio dal balcone, qualche sbattuta di mani e poi tutto finisce li, ci sono i classici 4 anni e mezzo di “LETARGO” e poi magicamente in vista delle elezioni, tutti si svegliano, si fanno lavori d’ammodernamento, si promette l’impossibile solo per fare bella figura ed assicurarsi nuovamente una manciata di voti, si comincia a far credere chissà cosa, e puntualmente il circuito si ripete.
Oramai è diventata una giostra, sempre le stesse idee che poi non vengono mai messe in atto, io li chiamo i classici fuochi di paglia. Noi giovani di Diamante siamo stanchi, non è accettabile che la maggior parte della popolazione Diamantese sia costretta ad emigrare per potersi assicurare un futuro stabile. Io provengo dall’istituto Alberghiero, ho scelto questa scuola perché trovandoci in una località turistica, avevo pensato che una volta finiti gli studi, si potesse mettere in atto tutto quello che si era appreso nelle strutture del nostro paese, ma cosi non è stato, la maggior parte dei miei coetanei e compagni di scuola, sono stati costretti ad andare fuori a lavorare se non addirittura all’estero perché qui non c’era nessun’offerta.
Ora mi domando e dico, è mai possibile che una località turistica come Diamante non è in grado di offrire posti di lavoro per il periodo di turismo? Lo so, sembra un controsenso ma è la dura verità, qui futuro per noi giovani non ce n’è. I nostri politici dicono che il futuro è dei giovani, e allora dateci la possibilità, noi giovani vogliamo la possibilità di avere un dialogo con tutti siamo e siamo favorevoli ad un confronto di pensieri ed idee, ma è il momento di darsi da fare per crearsi un futuro reale, fatto di fatti e non di parole campate in aria. 

Per quanto riguarda Diamante, ci sono tante cose che non vanno bene, ne posso elencare giusto alcune per non tirarla alla lunga. Partiamo dal fatto che Diamante è una località turistica, allora cominciamo a fare qualcosa per far venire questo benedetto turismo qui da noi, abbiamo tutte le carte in regola, è solo che chi ha il mazzo in mano non è in grado di giocare una buona partita. Abbiamo il mare, le strutture ricettive, abbiamo un territorio che straripa di bellezza mediterranea e interesse storico, abbiamo un centro abitato che potrebbe dare molto di più sia ai turisti ma soprattutto a noi Diamantesi, siamo conosciuti in tutto il mondo come il paese dei murales e del peperoncino ( adesso vorrei dire, per quanto riguarda i murales diciamo ok, ma cortesemente, sapete indicarmi un fazzoletto di terreno in questo comune anche di un solo mq. che sia coltivato con il famoso peperoncino? Il quale tra l’altro ogni anno viene appunto festeggiato con il famoso PEPERONCINO FESTIVAL , non è anche questo un controsenso?). 
Un tasto che secondo me è molto dolente è la questione PORTO, sono decenni che si discute se farlo o non farlo, so di fatto che se ne discute dapprima che nascessi io ( giusto per la cronaca io sono dell’ 87’ ), ora io dico, ma vi rendete conto di cosa porterebbe questo benedetto porto a Diamante? Porterebbe un turismo molto più selezionato, ma soprattutto un turismo che spende nelle nostre attività, e di conseguenza rimette in moto l’economia del paese, che ora come non mai, si capisce che è di questo che abbiamo bisogno. 

Concludo dicendo che non accetto il fatto che una persona per potersi fare un futuro sia costretto ad abbandonare le proprie radici, andare lontano dai propri affetti per garantirsi una vita dignitosa, ribelliamoci a questo, ne abbiamo tutte le possibilità, facciamoci sentire, il futuro è nelle nostre mani, il futuro siamo noi, è per questo motivo che mi sono unito a questo movimento.
 
David Tarallo

venerdì 3 febbraio 2012

Terroni 2.0

I terroni 2.0 che lasciano il Mezzogiorno per studiare e lavorare altrove sono dei veri rivoluzionari, affermano una loro personalissima «dichiarazione d’indipendenza», rinunciando alla rete di protezione che li circonda, scegliendo di farsi artefici del proprio destino e non vivacchiare in perenne attesa del «posto», del «favore», del «permesso».
Non torneranno a vivere «a casa», vi «scenderanno» per qualche giorno di vacanza e magari per una cerimonia particolare: dovunque andranno, qualsiasi traguardo professionale raggiungeranno, i terroni 2.0 continueranno a sentirsi figli del Sud, un’appartenenza che non è un marchio da cancellare, bensì un aspetto dell’identità quotidiana rielaborato in salsa globale.
Gli appelli a non partire o a tornare sono inutili, se non dannosi.
È più opportuno provare a stimolare una «coscienza di classe» nell’animo di questi nuovi emigrati contemporanei, invitandoli a partecipare alla vita pubblica del Mezzogiorno anche a distanza. In una fase drammatica per la storia e l’economia nazionale, la speranza dell’Italia e del Sud deriva anche e soprattutto da questo esercito di menti brillanti: come un libero governo in esilio, hanno il compito di organizzare la resistenza culturale, diffondendo l’eresia del merito e della legalità. Sono queste le «rimesse» che i terroni 2.0 possono spedire a casa: il know-how e una nuova forma mentis.

Il testo non e' stato scritto da nessuno dei diamantesinelmondo. Tuttavia, molti di noi si sono rivisti in questi terroni moderni, pronti a fuggire con il proprio bagaglio culturale,  per non soccombe ed esser poi schiavi di un sistema melmoso e corrotto. Quella che avete letto e' l'introduzione del libro Terroni 2.0 - Cambiare il sud vivendo altrove, di  Piercamillo Falasca. 
Questi terroni 2.0, pur vivendo da un'altra parte del mondo riescono a spendere energie per quella che puo' essere una rivoluzione culturale che parte dal piccolo del proprio paese, dal quale quel cordone invisibile che ci lega non si e' mai distaccato.

Anzi. Da qui e' tutta un'altra prospettiva. Quei maledetti costumi ed abitudini clientelari che favoriscono la stagnazione quotidiana rappresentano il non rispetto della gente e vanno a vantaggio di chi il potere lo detiene ed appaiono da lontano molto piu' evidenti e definiti.

Da qui, tutto e' piu chiaro. E risulta piu' semplice esprimersi quando si e' liberi da vincoli di parola o pensiero,di "famiglia" o di "amicizia", nonche spinti dal confronto con chi il mondo lo vive e si impegna a lottare giorno dopo giorno per riconoscere i diritti di chi e' piu debole.

Bisogna organizzarsi con chi ha ancora la forza di reagire. Con chi vuole qualcosa di diverso ma si sente solo. Tutti abbiamo infatti molto da spendere per lasciare un futuro migliore a chi verra' dopo di noi. E se fino ad oggi qualcuno lo sussurrava, i tempi appaiono maturi per iniziare ad alzare la voce.