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domenica 12 maggio 2013

Una Diamante da riorganizzare

Ho appena letto le critiche che l' Assessore Maiolino rivolge al Movimento per una Diamante migliore. Partendo dal presupposto che apprezzo ogni sforzo effettuato per migliorare la situazione del proprio Paese, specialmente quando questi tentativi tolgono tempo alla propria famiglia e diventano il primo impegno extra lavorativo, mi preme anche sottolineare che alcune cose dovrebbero esser lasciate ad un professionista del settore, con competenza e capacità di programmazione. Quello che ho capito dal discorso fatto da Maiolino è che l'obiettivo di questa amministrazione è quello di rafforzare il comune di Diamante come meta turistica preferita dai partenopei. Se solo questo deve caratterizzare Diamante, allora con Tropea la distanza è abissale, incolmabile e lo contuinerà ad essere per sempre.

Non ho nulla contro i napoletani o Arbore. Ma chi amministra Diamante dovrebbe rivolgersi anche ad altri tipi di palcoscenici, allungando cosi la stagione estiva. Vivendo all'estero noto che tanta gente, stufa della pioggia e del gelo dei mesi invernali, cerca il sole da marzo ad ottobre anche per un solo week end. Dallo Yorkshire (dove io risiedo) con molta facilità si raggiungono differenti località di Grecia, Spagna o Egitto con un aereo low cost, con un charter o con formula "all inclusive", trovando non solo mare e sole, ma anche servizi che variano per tutte le esigenze e tasche. Insomma, questo dimostra che con la giusta programmazione e organizzarione si riescono a rendere appetibili per almeno sei mesi all'anno mete turistiche a cui Diamante non ha nulla da invidiare da un punto di vista paesaggistico e naturalistico.

Raggiungere Diamante da Bologna in su richiede almeno 12 ore con cambi tra treni, code in autostrada o aerei. Ed esclusi gli emigranti, che tutto sopportano pur di riabbracciare i propri familiari ed amici, non credo esista un solo turista pronto ad affrontare tutto questo per vivere la sua settimana di vacanza. E se il turista non raggiunge Diamante,  Diamante non fa nulla per andare incontro al turista. Non mi riferisco solo alle croniche carenze di tipo strutturale (ad esempio, di una navetta che colleghi il tirreno all'aeroporto di Lamezia Terme, ne vogliamo parlare assessore?), ma soprattutto al fatto che in un'epoca in cui il principale strumento di vendita e pubblicizzazione di beni e servizi è la rete, Diamante sul web quasi non esiste. Di quei pochi siti ufficiali, spiccano i contenuti approssimativi e poco aggiornati e, soprattutto, non in lingua inglese.

Ritengo inoltre di far parte di coloro che stanno incollati al computer e sfruttano appieno il proprio palmare. Questi strumenti mi accompagnano negli aereoporti di tutta Europa (dove dappertutto esiste il servizio di wi-fi gratuito per la connessione ad Internet), grazie a questi strumenti posso comunicare gratuitamente con gente di tutto il mondo e mostrare loro foto e video del mio paese in qualunque momento, ed ancor di più è grazie al mio computer che posso vivere Diamante tutti i giorni a 3mila chilometri di distanza. E  quando leggo cose di questo genere mi rendo conto di come Diamante sia amministrata in maniera medioevale. Non un briciolo di umiltà nelle parole dell'assessore, ma una bella sculacciata a chi si propone con idee nuove fuori dal coro e metodi mai sperimentati (da queste parti), e la presunzione di aver individuato nel Cucuzza o nell'Arbore la soluzione ai problemi dell'estate che verrà.

Diamante purtroppo non vive, ma sopravvive di turismo. Diamante è costretta a vivere ancora delle speranze di chi lotta tutti i giorni per arrivare al salario di fine mese (quando arriva), di promesse mai mantenute, di opere incompiute e di quotidiani comunicati stampa (da qualche tempo a questa parte).

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