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sabato 24 agosto 2013

Estate 2013 sul Tirreno, è tempo di bilanci - di Gaetano.


Sarà ricordata come l’estate di Plinius quella che nel fine settimana si chiuderà con il primo controesodo. Resterà una coda di pochi giorni con i vacanzieri last minute e low cost.

L’estate dell’operazione striscia al Capt di Praia a Mare, venuta alla luce proprio il giorno prima il blitz nella città di Torre Talao che ha azzerato la giunta Basile e che, ironia della sorte, veniva a galla proprio mentre la politica regionale si decideva a tentare timidamente la strada della riapertura degli ospedali di frontiera.

Fatalità di una Calabria e di un sud che sembra sempre più allo sbando tra politiche del turismo improvvisate e riflessi di instabilità nazionale che più della crisi scoraggiano e deludono.

La sensazione forte che quest’estate lascia dietro di se è quella di una classe dirigente, di una generazione a dirla tutta, che ha fallito e che lascia alle nuove leve - i bamboccioni per dirla alla Padoa Schioppa o gli schizzinosi parafrasando la Fornero – un futuro quanto mai incerto dove l’alternativa è allontanarsi più possibile.

I politici di lungo corso, quelli con il di dietro ben saldo ad una o più poltrone, parlano di una rinascita non più rinunciabile e rinviabile.

Filosofie che attecchiscono sempre meno su un tessuto sociale strappato, sempre più sfiduciato e che mal digerisce la politica delle promesse salvo poi serrare i ranghi nel momento del voto per la quella cieca follia dettata dall’illusione di un piccolo tornaconto personale.

Sarà l’estate che si ricorderà per l’omicidio Pipolo a Praia a Mare chiave di volta per riaprire di nuovo il discorso sul controllo delle seconde case. Un altro rituale di fine stagione che verrà dimenticato per tutto l’anno riproponendosi la prossima estate per essere marchiato come irrisolvibile a ridosso della bella stagione.

Così come resterà un mistero la salute del mare calabrese dove di fronte alla protesta di alcuni bagnanti - perché i turisti sono altra cosa ma ognuno ha quel che si merita - piuttosto che affrontare con quella vocazione comprensoriale il problema della depurazione e degli allacci abusivi si preferisce contendersi la paternità del canale di scolo o dare la colpa a quella infame corrente che trasporta la melma verde proprio di fronte le spiagge del mio comune.

Un’altra estate con intrattenimenti arrangiati alla meno peggio e comunicati stampa autocelebrativi.

Un’altra estate dove sono successe le stesse cose di sempre, quelle cose che tutti sanno, ma che nessuno, per una strana forma di masochismo, sembra intenzionato a cambiare veramente.

Gaetano.

Ho deciso di pubblicare la nota scritta da Gaetano Bruno, a mio avviso uno dei più bravi giornalisti della nostra Regione. Spero che il suo pensiero possa esser spunto di riflessione per molte più persone.



1 commento:

Anonimo ha detto...

Ci vuole il pugno di ferro, contro i nostri e contro loro. Ci vuole autocoscienza. Basta con la sopportazione, è dei lassisti e dei pusillanimi; bisogna vedere qualche testa sfasciata.